Occupy Padania

Pubblicato da Blicero il 25.01.2012

Il linciaggio è la forma di giustizia nel senso più alto della parola.
Gianfranco Miglio

“Cos’è ‘sta roba?”

Oh, merda.

“Davvero, spiegami cosa hai intenzione di fare con questa cosa”.

La mia ragazza è sulla porta della camera, minacciosa, e mi sventola in faccia la maschera di Bin Laden. L’avevo accuratamente nascosta nell’armadio tra un cumulo di cartucce di giochi del Sega Megadrive, ritagli delle rubriche di Massimo Giletti apparse sui giornalacci da parrucchiere per Grasse Matrone Mantenute™ e pubblicazioni anarchiche ciclostilate – insomma, un posto in cui ero sicuro che nessuno si sarebbe mai avventurato. Madornale errore.

Avevo comprato la maschera su eBay questa estate, dopo aver letto che Massimo Bitonci, deputato e sindaco leghista di Cittadella (Padova), aveva vietato la vendita di kebab con la solita, illuminata ordinanza comunale1. L’intenzione originaria era quella di entrare nel palazzo comunale indossando maschera e palandrana e trasportando una carriola ricolma di pietanze turche/medio-orientali e giornaletti porno d’inizio anni ’90. L’avvocato di fiducia mi aveva tuttavia fatto desistere: la possibilità di essere spedito in un campo di lavoro in provincia di Rovigo per il resto dei miei giorni era – testuali parole – “tutt’altro che evanescente”. La maschera era dunque rimasta sepolta sotto Giletti, in attesa di tempi migliori. La manifestazione nazionale della Lega Nord a Milano, indetta per il 22 gennaio, mi era subito sembrata un’ottima opportunità per rispolverarla.

“Allora, mi vuoi dire qualcosa? Qualsiasi cosa? Sto aspettando”.

No, non posso dirle nulla. Non stavolta. Farfuglio qualcosa. È per il Carnevale. No, ho sbagliato l’ordine. È arrivata qui a mia insaputa. L’ho trovata per terra. Sì, l’ho presa io, ma è un regalo. È un regalo per te, non ti piace? Niente, nessuna giustificazione sembra convincerla. Non mi resta che attivare l’”opzione nucleare” per troncare sul nascere ogni discussione. Vado in salotto e mi metto a leggere La Padania da pag. 1 a pag. 16 – urlando. Lei si rifugia in camera, disgustata, portando con sé la maschera.

Nelle edizioni del 21 e 22 gennaio del quotidiano leghista i titoli sono diversi2 ma la foto è la stessa: ci sono Bossi, Maroni, Rosi Mauro, Reguzzoni & al. in un’unica stanza, con in mano dei tristissimi bicchieri di plastica levati in un brindisi e sorrisi smorzati stampati sul volto, il tutto in un’atmosfera di traballante tregua che puzza di sigaro, presunti investimenti in Tanzania, salvataggi di Cosentino, faide interne e cartocci di vino rovesciati su tavoli di plastica. La pacificazione tra il “cerchio magico” (i fedelissimi del Caro Leader) e i “barbari sognanti” (la frangia maroniana) assomiglia – più che ad una ritrovata unità d’intenti – ad un mero accordo simbolico stipulato per contenere il disorientamento della base e per caricare a dovere i militanti in vista di piazza Duomo.

L’organo di propaganda leghista scrive che la manifestazione meneghina “si annuncia dirompente”, dal momento che il Nord “è arrivato al limite” e vuole tirare la “spallata” definitiva al Governo “ladro” dei “banchieri, dei professori, dei tecnocrati, dei Poteri forti”. Mario Monti ha le ore contate:

Limitiamoci a ricordare che nel dicembre 2007 migliaia di padani invasero le strade di Milano per gridare tutta la loro rabbia contro il Governo di Romano Prodi. E due mesi dopo il Governo Prodi andò giù. Quattro anni e mezzo dopo la rabbia dei padani è la stessa, il palcoscenico dove verrà incanalata la protesta è lo stesso, le strade del centro di Milano, tra piazza Castello e piazza del Duomo. Forse Mario Monti farebbe bene a portarsi avanti e chiedere a Prodi quale agenzia di traslochi utilizzò per sbaraccare il suo ufficio a Palazzo Chigi, senza nemmeno aspettare che trascorrano i fatidici due mesi…Il Nord si è stancato e ha deciso di rialzare la testa. Il Palazzo ne prenda atto…

Sono quasi le 10 di mattina ed è giunto il momento di andare. L’ipotesi Bin Laden è ormai definitivamente sfumata. Opto per la strategia dell’immersione: tiro fuori da un cassetto il foulard verde tempestato di Soli delle Alpi acquistato tempo fa in via Bellerio e me lo infilo nel giubbotto, insieme alla copia de La Padania. Sebbene mi sia alzato da poco – e in maniera decisamente traumatica – non ce n’è bisogno di farsi il caffè: lo berrò in piazza. E assaporerò con gusto dell’autentico caffè padano, bevanda di libertà sponsorizzata da Radio Padania Libera.

(Continua a pag. 2)

  1. “Non sono certamente alimenti che fanno parte della nostra tradizione e della nostra identità – aveva dichiarato il Sindaco – Senza considerare che, nei luoghi dove se ne è permessa l’indiscriminata apertura, le amministrazioni comunali e i cittadini si sono pentiti amaramente”. []
  2. Rispettivamente: “BUTTIAMO GIÙ IL GOVERNO DEI POTERI FORTI” e “IL NORD LOTTA PER LA LIBERTÀ”. []

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Drop the Hate / Commenti (9)

#1

INAUDITA ALTERA PARTE
Rilasciato il 26.01.12

Chi controllava la foresta di Sherwood non era lo sceriffo ma Robin Hood!

Ottimo lavoro!

#2

Fede
Rilasciato il 26.01.12

Ottimo reportage, al solito. Sarebbe bello poterlo leggere su qualche quotidiano nazionale… invece di doversi sorbire gli sproloqui di Merlo, Battista o Ostellino.

#3

kris
Rilasciato il 26.01.12

scritto proprio bene.

#4

Apple
Rilasciato il 26.01.12

Complimenti,ottimo articolo!Abitando nella profonda padania,anzi,proprio nell culla di nascita della lega,purtroppo certe cose me le devo sorbire in diretta.

#5

Occupy Padania | DUDEMAGAZINE
Rilasciato il 26.01.12

[…] bevanda di libertà sponsorizzata da Radio Padania Libera. Questo articolo è on-line anche su La Privata Repubblica. 1 «Non sono certamente alimenti che fanno parte della nostra tradizione e della nostra […]

#6

Akiller Dee
Rilasciato il 27.01.12

@Inaudita altera parte: è quello che ho pensato anch’io durante tutto il discorso di Zaia insieme alla difesa dei “loro tassisti” attaccando le banche,dimenticandosi che se i tassisti si sono indebitati,è perchè le banche hanno prestato loro i soldi per le licenze.

#7

Charlie
Rilasciato il 01.02.12

come fai…come fai a resistere in mezzo a quelli là? rabbrividisco!

#8

Tambrey
Rilasciato il 30.05.17

Misoginia e Misandria, são duas palavras que substantivam os seres que sentem aversão, ou desprezo pelos indivíduos, respectivamente do sexo feminino ou do sexo macsrlino.Haveuá algum substantivo que exprima ódio, repulsão patológica por António José Seguro?!;)

#9

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Rilasciato il 31.05.17

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