La Battaglia Di Cortina

Pubblicato da Blicero il 31.12.2013

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 4. Le Camicie Rosa Uccidono

Al quinto giorno di blackout Cortina si era trasformata in un campo di battaglia. Migliaia e migliaia di turisti stagionali vagavano disperati per le strade del centro in cerca di cibo e fonti di calore. Molti erano stati epurati dagli appartamenti dalle squadracce autoctone in dirndl guidate dal Montanaro. Corso Italia era spezzato in più punti dalle varie barricate ed era diventato un bivacco di turisti senzatetto, che per riscaldarsi bruciavano suv, fuoristrada e persino case.

L’ordine sociale non era imploso solamente in tre soli posti: il Cristallo, l’Hotel Bellevue (occupato da industriali, capitani d’impresa, alta borghesia e russi), e la Cooperativa. Tutti e tre erano costantemente assediati dalla massa di questuanti, sempre più indebolita dai pogrom e dalla violenza di strada. La Cooperativa, in particolare, era retta da una specie di dittatura fascio-consumista capeggiata da un rozzo borghese arricchito – un imprenditore edile pieno di debiti che si faceva chiamare Er Buffo – che aveva esautorato la direzione con la forza e imposto un regime di terrore e tessere fedeltà.

La Pazza, in completo total white, osservava i falò dalla sua Presidential Suite accarezzando lo stelo di una margherita ed emettendo aggraziati risolini. Per il suo animo sensibile, il fuoco e la sofferenza erano pura poesia – la sorgente nera dell’esistenza da cui miseria e morte zampillavano maestose e davano un senso all’esistenza. Fino a quel momento, le trame e gli inganni mediatici della Pazza avevano funzionato a meraviglia. Fuori da Cortina il mondo pensava che la perla delle Dolomiti fosse tornata alla normalità. Lui stesso aveva contribuito a distogliere l’attenzione con la pantomima del suo rientro sdegnato a Milano e i tweet autoironici.

Quel malsano isolamento auto-imposto era l’unico punto d’incontro tra i gruppi di potere in lotta tra loro. Ognuno, infatti, perseguiva ferocemente i propri obiettivi. Gli industriali/oligarchi del Bellevue sognavano la creazione di uno Stato offshore in cui trasferire la sede legale delle proprie aziende ed evadere il fisco. Er Buffo sognava l’estensione illimitata del centro commerciale, naturalmente da realizzare con la sua impresa decotta. Il Montanaro puntava – senza troppi scrupoli – alla pulizia etnica della città e all’autarchia. La Pazza, invece, pensava molto più in grande.

Lo stupiva il comportamento dei turisti normali che, pur di rimanere in quell’inferno che li aveva costretti sul gradino più basso della nuova piramide sociale, erano disposti a bruciare le loro macchine e a crepare di stenti e botte. La Pazza li conosceva bene: ogni settimana li rimpinzava di veleno e incesti in edicola, e ogni giorno li vedeva attraverso lo schermo. In un certo senso, li aveva educati lui. La Pazza aveva capito che il ceto medio – impoverito, minacciato ed escluso – era entrato in rivolta. Cortina sarebbe stato il primo esperimento, il suo esperimento, di un Nuovo Ordine fondato su gossip nazistoide, disinformazione patinata e isteria da social network. In caso di successo, quel modello avrebbe costituito un redditizio format da applicare in tutta Italia e, perché no?, in tutta Europa.

Per fare ciò aveva bisogno di portare la massa dalla sua parte. Era ragionevolmente sicuro di farcela: la Cooperativa era stata quasi del tutto saccheggiata, e presto il malcontento avrebbe rovesciato il regime sanguinario del Buffo; il Montanaro era in gamba, ma aveva vedute e forze limitate; gli industriali erano semplicemente troppo distanti dalle esigenze del popolo.

La Pazza istituì dunque le Camicie Rosa, che ribattezzò scherzosamente «i Freikorps dandy del XVI secolo». Ogni squadra era capitanata da vip televisivi che aveva raccattato in giro per Cortina. La campagna di reclutamento fu un autentico successo: la massa sbandata di turisti era desiderosa di obiettivi e struttura, e necessitava di un inquadramento. Presto le barricate in Corso Italia scomparirono, e i Freikorps della Pazza confluirono tutte nel Cristallo, divenuto a tutti gli effetti il quartier generale dell’insurrezione.

Cortina non era più la perla delle Dolomiti. Cortina era un happy hour ad Aleppo: grida laceranti traforavano il silenzio della notte, rischiarata solo dalle fiamme delle macchine bruciate e delle case sventrate. Erano apparse anche fosse comuni in quelli che una volta erano negozi di lusso. Insomma, la spirale di violenza non accennava a placarsi. Il Montanaro annusava la strada come una bestia in calore, costantemente sovreccitato dal vinaccio e dall’azione cruenta dei pogrom. Le sue squadracce stavano per sferrare l’assalto alla Cooperativa, l’unico obiettivo appetibile rimasto dopo la formazione delle Camicie Rosa e lo svuotamento del bivacco di Corso Italia.

La Pazza decise di lasciarli fare. Che si scannassero pure. Lui aveva calcolato tutto: avrebbe schierato le Camicie dopo la battaglia tra le due fazioni per ripulire il centro; poi avrebbe espugnato il Bellevue, purificandolo con le fiamme; infine, proprio il 31 dicembre, si sarebbe affacciato al balcone della sua Presidential Suite per annunciare la venuta del Nuovo Ordine.

Un botto terrificante scosse i vetri del Cristallo. Una voluta di fumo si sprigionò dalle viscere della Cooperativa. La marea primordiale del Montanaro montò brutalmente, assetata di sangue e buste gialle della spesa. C’era un’intera umanità in lotta con se stessa: architetti, imprenditori, impiegati, liberi professionisti, dentisti, commercialisti e scrittori – tutti rispettabili borghesi trasformati in spietati fedayyìn in fuga dalla noia e dal tedio delle loro vite pulite e ordinate. La Pazza ascoltava le urla di guerriglia, gustava gli spari, si cullava nel moto oscillatorio delle molotov, sussultava per ogni pietra che impattava sulle ossa dei suoi avversari, fremeva per le membrane esplose, i crani sfondati, le disarticolazioni di braccia e gambe. Le casse nella suite, senza alcun motivo, cominciarono a pompare Wham e Renato Zero. La Pazza per poco non si commosse.

Era l’inizio di un nuovo Big Bang sociale. Era il debutto di un nuovo tipo di essere umano. Era bellissimo.

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Drop the Hate / Commenti (5)

#1

spl33n
Rilasciato il 31.12.13

chiudi quel cazzo di mac e vieni alla capannina, sfigato

#2

Zio
Rilasciato il 31.12.13

Bella

#3

TabSkywalker
Rilasciato il 31.12.13

Minkia Blicero, sembri i miglior Ammaniti e Pahlaniuk di sempre.
Cannibale abbbestia

#4

Fede
Rilasciato il 01.01.14

Grande Blicero. Uno dei tuoi pezzi migliori. Buon anno!

#5

Luca
Rilasciato il 05.01.14

Spettacolare!!!! lo sto divulgando via mail

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