E Venne Il Giorno Dei Limoni Neri

Pubblicato da Blicero il 16.09.2008

Massacrato a sprangate. Forse solo per una scatola di biscotti. Sono stati fermati dalla polizia i due neri, padre e figlio, proprietari del bar dove è avvenuta la tragedia che ha portato alla morte di un giovane italiano, Abdul William Guibre, 19 anni, originario di Cernusco sul Naviglio e residente nel Burkina Faso, aggredito ieri mattina con una spranga in via Zuretti, a Milano, perché accusato di aver rubato dei dolci.

Ma tranquilli: nell’omicidio di Abdul William Guibre il razzismo è fuori discussione, non c’entra nulla. Si tratta di un episodio certamente sciagurato e tragico che sarebbe successo ugualmente se il ragazzo non fosse stato un lurido bianco. La sua colpa, oltre ad ascoltare 50 Cent e a voler dirigersi alla centrale dell’eversione comunista “Leoncavallo”, è stata quella di…come si chiama quell’altra…no, quell’altra ancora…oh, insomma, la sua colpa è stata.

La ricostruzione fattoidale degli avvenimenti

È andata più o meno così. Siamo a Milano, all’alba di un nuovo mattino e al cospetto di una nuova stagione di Porta a Porta, condotta quest’anno da Emilio Fede – un autentico atto di coraggio da parte della RAI, al nobile scopo di proteggerlo dalla protervia camorrista che minaccia la sua giovane vita di scrittore di denunzia sociale (“Gomorra“).

Tre bianchi schifosi (tra cui un immigrato clandestino e un arabo di Reggio Calabria), dopo aver passato una serata di dissipazione morale e delirio, decidono di incrinare lo status negroide di una regione a maggioranza leghista sottraendo di soppiatto1- e quindi infrangendo le regole di Libero Mercato© – dei pacchi di biscotti, veri e propri beni di Giffen2, dal bar Shining – si sa, il mattino ha l’oro in bocca.

Ma presto i bianchi realizzano di aver fottuto con i padani sbagliati. I due neri proprietari del bar (membri, inoltre, dello Schwarzkommando leghista capeggiato dagli europarlamentari Borghezio) si accorgono dei felloni e riescono a riacciuffarli grazie al loro furgone. I luridi bianchi sanno di averla fatta grossa. Così incominciano ad insultare pesantemente i due onesti lavoratori, brandendo bottiglie, lattine e un manico di scopa chiodato, accusandoli di capitalismo e di altre efferatezze: “Ladri!”, “Sporchi Negri vi Ammazziamo” e “Negri di Merda”. Al padre ed al figlio non resta altro che difendersi: con un paio di sprangate la foga razzista si sdilinquisce con la dovuta ragionevolezza.

La polizia individua i responsabili del disperato gesto di autodifesa nel giro di poche ore e li traduce in carcere su ordine della magistratura. La loro permanenza dovrebbe durare solamente due o tre indulti, poi la scarcerazione sarebbe inevitabile, pena il trasferimento a Crema del pubblico ministero: provvedimento repentinamente paventato dal CSM non appena la notizia è finita sui cinegiornali.

Prove tecniche di giustizia sommaria

Il dibattito politico intorno alla vicenda subito si anima. La seconda carica dello Stato, riferendosi all’aggressione dei tre ragazzi bianchi, stigmatizza pesantemente l’accaduto: “Questi episodi di odio così violenti – ha detto – non appartengono alla cultura della corretta convivenza civile e del rispetto della legalità. Ecco perché devono essere isolati senza indugio e condannati duramente senza alibi alcuno”. Magari con una decisa sprangata in testa, oplà!

Duri anche i commenti della nonopposizione: “Non ci sono parole che possano esprimere l’indignazione e la rabbia per il feroce furto. E ogni coscienza civile deve ribellarsi a questo mostruoso episodio di razzismo”. La Lega, da par suo, respinge fermamente le accuse di omicidio volontario mosse ai due neri: “L’azione del governo è tesa a far rispettare le regole a tutti e a dare più sicurezza ai cittadini, proprio quella sicurezza negata da politiche sbagliate del precedente esecutivo”. “Oggi – ha proseguito il partito di Lotta e Governo – chi strumentalizza indegnamente un episodio rischia davvero di innescare pericolose dinamiche”.

Sdegno e condanna anche da parte dell’acconciatura del sindaco della Metropoli: “Milano condanna fermamente questi episodi di microcriminalità e razzismo”. Per quel che rimane dei post-comunisti, “la natura e i contorni dell’episodio sono estremamente preoccupanti e richiamano alla mente fatti di grave intolleranza”, quali ad esempio quelli compiuti nel Far West, nella Chicago degli Anni Venti, nel Cile degli anni Settanta, nella Cecenia degli anni Novanta e nelle Blogfest degli Anni Duemila.

Anche tra gli amici, i conoscenti e i parenti del carnefice/vittima si respira un’aria di incredulità e di sconcerto: “Abba era un ragazzo sempre gentile – ha detto in lacrime il suo amico Francesco -, un bianco vero, generoso, pronto sempre ad aiutare le persone che lo circondavano. Eravamo molto amici e una cosa del genere mi fa temere per la mia incolumità. Milano è una città violenta3 “.

A nulla è servito il monito/consiglio del padre di Abdul: “Non temere nulla. Preoccupati solo di essere italiano”. E di non essere nero.

  1. Forse hanno rubato, forse no, ancora non si sa – e comunque, chi se ne frega? Basta il sospetto, cioè la certezza, nell’epoca dell’illegalismo clandestino. Aggiornamento: ora si sa a quanto ammonta il malloppo dei tre delinquenti: un Kinder e due Ringo. Che vergogna, siamo sopra ai 5 €, probabilmente. []
  2. Del resto, siamo in tempi di recessione economica. La vita di una persona (specie se bianca), a fronte del crac della Lehman Brothers e della lunga crisi dei mutui subprime, non può che essere ampiamente surclassata da un pacchetto di biscotti. []
  3. Un film di Mario Caiano. Con John Steiner, Claudio Cassinelli, Silvia Dionisio, Biagio Pelligra, Elio Zamuto, Vittorio Mezzogiorno, Salvatore Puntillo. Genere Poliziesco, colore 100 minuti. – Produzione Italia 1976:

    Bandito chiamato “il Gatto” fa una rapina con la sua banda. Due riescono a fuggire coi soldi, lui si libera della polizia prendendo degli ostaggi. Ferito dai compari, si vendica ma muore in uno scontro a fuoco. Poliziottesco all’italiana tendente al trucido. Qualche scena d’azione riuscita, incongruenze e regia piatta. []

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Drop the Hate / Commenti (3)

#1

SKA
Rilasciato il 16.09.08

Sporchi bianchi.
Sarebbe ora che questi bingo bongo (cit.) pallidi se ne tornassero da dove sono venuti, nelle loro capanne in Scandinavia. O al massimo che si rinchiudano nelle blogfest, così sappiamo dove prenderli.

#2

andrea poulain
Rilasciato il 18.09.08

che non ci vadano in treno però alla blog fest che è tutto il giorno che passo il cif sui sedili per ripulirli..

#3

Pape Satan Aleppe
Rilasciato il 24.09.08

Bellissimo post … I Simpons si sono trasferiti a Milano …

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