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Qualcuno Vi Ama Ancora, Furbetti
Pubblicato il 9.10.2008 alle 4:10 pm / Prodotto ne La Privata Repubblica.

Si consuma l’ennesimo scandalo all’ombra del terremoto che sta mettendo in ginocchio la finanza internazionale. Il ricatto di Tremonti è capzioso, anti-italiano, di stampo putiniano: se non si ritira l’emendamento salva-manager, io me ne vado. No, non funziona così. E dire che tutto è partito dal solito travisamento a fini politici operato dalla stampa forcaiola e trotzkista di Report e Repubblica.

Nessuno ha riconosciuto il nobile intento sotteso alla misura legislativa infilata di soppiatto nel ddl salva-Alitalia (c’è ancora qualcun altro da salvare, per caso?) e prontamente non denunciata dalla nonopposizione. Nessuno. Nemmeno Gabriella Carlucci - cervello finissimo a cui purtroppo è stato scippato il premio Nobel della fisica dalla massoneria sionista svedese, che lo ha regalato immeritatamente a tre musi gialli.

Non si tratta, infatti, della solita legge ad personam, del solito sfascio della procedura penale, del solito salvacondotto per i criminali dal colletto bianco. Questo è quello che vogliono farci credere, ma la realtà è molto più complessa. Quell’articolo 7-bis dovrebbe essere ribattezzato “salva-economia”. La nostra classe dirigente è di gran lunga la più predatoria in Europa (se non nel mondo1), con tutte le sue luride connessioni con centri di potere rapaci e avidi, spesso collusi con la criminalità organizzata o che comunque attingono a piene mani dal loro modus operandi. Insomma, il paradiso per chi, in un modo o nell’altro, è uscito praticamente indenne (leggi: pregiudicato) dalla macelleria messicana di Mani Pulite - cioè per tutti.

L’Italia è un paese che si basa sulla corruzione. La corruzione ha una natura fluviale, scorrevole, che non può essere arrestata. E’ una catena naturale, una fotosintensi tangentizia per cui i falsi in bilancio (si ricordi sempre che è reato non farli) creano incessamente fondi neri che servono ad alimentare la cascata corruttiva che va a defluire in tutti gli organi statali, epurandone le incrostazioni e rimuovendo il velo di falsità che intasa pietosamente le tubature dell’economia, della finanza, della pubblica amministrazione - la luce, alla fine del processo, non può che emergere dall’oscurità imposta dall’apparato repressivo dello Stato. Altro che federalismo fiscale, servirebbe il federalismo corruttivo.

E’ con estrema lucidità, dunque, che i due parlamentari del Pdl hanno infilato a forza quell’emendamento vergognoso per la cultura giuridica occidentale, dunque meritevole di plauso. La finanza italiana deve correre, deve tagliare il traguardo dei 40 miliardi di debiti, deve essere senza lacci e lacciuoli: non può farsi fermare dai fallimenti, dalla bancarotta fraudolenta e dall’aggiottaggio. La giustizia non può interferire con gli alati meccanismi del capitalismo di rapina - l’ha già fatto con i furbetti del quartierino, e ci siamo ritrovati Fiorani che esponeva il suo folto vello abbracciato al noto maître à penser Costantino. Siamo forse disposti a sorbirci Tanzi in lacrime per aver rubato i cestini della merenda all’Isola dei Famosi? No, è un rischio che non possiamo accettare.

Qualche malizioso socialista…be’, socialista magari no…qualche lettore accanito di Marx (quindi ci dispiace, Lidèr Massimo, ma tu non sei contemplato in questa categoria, fattene una ragione) e dunque disfattista/terrorista/antipoliticogrillinocasta potrebbe ammonire, strepitando: “E I RISPARMIATORI TRUFFATI???” Quali risparmiatori truffati? Chi ha investito nella società di Cragnotti, chi si è fidato di Geronzi e chi ha piazzato la sua pecunia in Parmalat ha accettato implicitamente le regole del giuoco. Si chiama mercato del capitale di rischio, non Unipol. “SI MA NON LO SAPEVANO, LE INFORMAZIONI ERANO FALSE!!!” E da quando in qua una società d’affari fornisce informazioni attendibili? L’insider trading è il valore aggiunto della finanza, non un orribile reato finanziario2.

Io spero vivamente che quest’emendamento resista all’infrangersi dell’ondata giustizialista scatenata dal giacobinismo militante. Nonostante il raggelante annuncio: il 7-bis sarà eliminato alla Camera3. Ci siamo stufati di leggi costituzionali, di provvedimenti legislativi ispirati ai criteri dell’uguaglianza e della ragionevolezza. Bisogna semplificare, smussare gli angoli, tagliare di netto la certezza della pena con un bel colpo di cesoia, fare un drive by sulla legge penale. I delinquenti delinquano, gli innocenti periscano.

La vera questione, al di là dell’irritante brusio mediatico, è rappresentata dalle paventate dimissioni di Tremonti (tutte da verificare, poi). L’eventualità che al ministero dell’economia arrivi un tecnico o una persone competente è, di fronte a questa crisi finanziaria senza precedenti, un lusso che francamente non possiamo permetterci.

  1. Ad eccezione di qualche democrazia cesaro-papista sudamericana o di qualche regime africano. []
  2. Tra l’altro da noi c’è la Consob, non la Sec. Una partita è arbitrata da De Santis, l’altra da Collina. E Moggi, cioè Gordon Gekko, cel’abbiamo noi. []
  3. E comunque, anche se sarà eliminato, a noi basta il pensiero e la confortante certezza della ciclicità delle porcate. []
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