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C'è una immagine, fissa sullo schermo per un tempo lungo, lunghissimo, inaudito. Un tableau, statico ed eterno. È la tribuna autorità dello Stadio Olimpico di Roma: dentro ci sono tutte le autorità governative – il presidente del Consiglio, il presidente del Senato, i presidenti di Coni e Lega Calcio - possibili e immaginabili. C'è anche chi non si può immaginare, nascosto nella penombra dei vetri fumé: il calcio è potere, luogo di incontro e di decisioni. Queste autorità, quelle visibili, sono lì ferme, impassibili, imperturbabili, mentre ... Leggi tutto

Pubblicato da Luca Pisapia il 6.05.2014

Prima ancora che un romanzo su celerini e ultras, A viso coperto (Einaudi Stile Libero) di Riccardo Gazzaniga, sovrintendente di PS di Genova, è una perfetta operazione di marketing editoriale. Gli ingredienti ci sono davvero tutti. C’è il poliziotto buono con gli orecchini – «una volta entrato in Polizia mi è venuto questo desiderio di rappresentare un po’ una traccia di diversità, come se la mia parte artistica chiedesse spazio», ha detto alla Bignardi – che naturalmente «sa che cosa significa trovarsi in mezzo ai ... Leggi tutto

Pubblicato da Blicero il 22.04.2013

Always historicize. Fredric Jameson I bambini ci guardano. E si spaventano per la nostra indifferenza al fascismo. Quando il 31 marzo 2013 Paolo Di Canio - un essere spregevole che nella sua autobiografia ha ripetutamente scritto di ammirare Mussolini e che tra i mille tatuaggi ostenta sul braccio la parola Dux e sulla schiena un’effige di Mussolini in elmetto incastonata sotto un’aquila - è stato assunto come tecnico del Sunderland, la compassata CNN ha titolato come breaking news sportiva «EPL appoints a fascist manager». Qualche ora dopo, ... Leggi tutto

Pubblicato da Luca Pisapia il 8.04.2013

Alla fine Croazia-Serbia l'hanno giocata, e non è successo niente. D'altra parte, a dispetto della preoccupante vigilia di tensione descritta dai media italiani e occidentali (la cui visione è sempre più datata e fuori fuoco: si segnala per assurdità la presentazione del match su Repubblica), non si vede cosa potesse succedere di tanto grave in uno stadio privo di tifosi serbi. Allo stesso modo non ci saranno croati a Belgrado nel match di ritorno; nel calcio, come in altri ambiti, la reciproca pulizia etnica si conferma ... Leggi tutto

Pubblicato da Tamas il 25.03.2013

Se si leggono le dichiarazioni dei dirigenti della Pro Patria e del sindaco di Busto Arsizio, i cori razzisti del 3 gennaio contro Kevin Boateng e i giocatori di colore del Milan sembrano dei fulmini saettati inspiegabilmente da un cielo limpidissimo. La narrativa post-incidente si è infatti concentrata sui Quattro Deficienti Allo Stadio Che Hanno Rovinato Tutto e infangato un’oasi pacifica e civile. Danilo Castiglioni, dirigente del club dei tifosi della Pro Patria, ha detto: «Quello avvenuto ieri è stato un episodio inqualificabile e spero che ... Leggi tutto

Pubblicato da Blicero il 6.01.2013

Ci sono due modi di guardare ai paesi socialisti e alle loro realizzazioni passate e, per quel poco che ne rimane, attuali: non volendo fare graduatorie di merito, definirò il primo "storico" e il secondo "antistorico". Quest'ultimo consiste nel trattare l'ideologia socialista come una curiosità da Wunderkammer o da parco a tema: è l'approccio che normalmente i turisti occidentali adottano nel visitare le vestigia del Patto di Varsavia, e conseguentemente è anche il modo di presentare le cose che si ritrova a Berlino, a Budapest, ... Leggi tutto

Pubblicato da Tamas il 14.03.2012

Luiz Inácio da Silva, detto Lula, dichiara all'anagrafe 172 cm, anche se l'impressione, a giudicare da certe foto, è che sia anche qualche centimetro più basso; non che la cosa stupisca, in un figlio di proletari pernambucani cresciuto a poco cibo e molto lavoro. Il Brasile di inizio anni Ottanta è d'altronde un paese iniquo e dittatoriale, e nei paesi iniqui le cose funzionano così: i poveri sono piccoli e brutti, hanno pochi denti e a volte anche poche dita (ne manca uno anche a ... Leggi tutto

Pubblicato da Tamas il 5.12.2011

Un secolo fa, quando si poteva parlare di lotta di classe come di un evento futuro dall'esito ancora in bilico, Jack London immaginava nel suo Tallone di Ferro che avrebbe fatto parte della strategia dell'Oligarchia per sconfiggere il popolo anche l'asservimento dei sindacati privilegiati, con la creazione di un'aristocrazia operaia determinata a ricacciare indietro l'impeto dei propri simili. L'eroe del libro, Ernest Everhard, descrive con chiarezza il senso e lo status di queste aristocrazie, e l'attrattiva che inevitabilmente assumeranno agli occhi dei lavoratori: Ai sindacati privilegiati ... Leggi tutto

Pubblicato da Tamas il 3.12.2010
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