È Rimasto Del Santorum Sul Copriletto

Pubblicato da Blicero il 8.01.2012

Il 5 gennaio Rick Santorum, quasi-vincitore del caucus repubblicano nello Iowa (ha perso contro Mitt Romney per soli 8 voti) e rivelazione dell’intera campagna presidenziale, si trovava nella città di Windham, North Carolina. Sorprendentemente non indossava il gilet, considerato ormai il suo talismano/tratto distintivo – un po’ come le magliette di Paperino e i completi arancioni per Formigoni. Ad un certo punto il pubblico gli chiede quale sia la sua posizione sul SOPA, una proposta di legge contro la pirateria online molto controversa che, secondo la deputata democratica Zoe Lofgren, porterebbe alla “fine dell’Internet così come noi lo conosciamo”.

Santorum la pensa in maniera diversa. Il SOPA, ovviamente, gli piace moltissimo:

In questo Paese Internet è una fonte molto potente per il bene, e come tutti sappiamo, una fonte anche per il male. Ci sono dei limiti che vanno tracciati. Il tuo diritto di parola può essere incredibilmente dannoso per qualcun altro. Il tuo desiderio di prendere qualcosa che non ti appartiene può essere estremamente nocivo per qualcun altro ancora.

In realtà, una simile posizione non stupisce per nulla. Da ormai nove anni Santorum ha un enorme problema con Internet, ed in particolare con Google. Era il 2003 quando il candidato repubblicano si produsse pubblicamente in una tirata contro gli omosessuali (una delle sue ossessioni, insieme all’aborto), paragonando l’omossessualità alla pedofilia/zoofilia e dicendo che il matrimonio non include la possibilità di unioni tra “un uomo e un bambino, un uomo e un cane o qualsiasi altra cosa di cui si possa trattare”.

Il giornalista satirico e gay Dan Savage decise allora di farla pagare a Santorum. Con una mossa di puro genio, organizzò un concorso online invitando i lettori a coniare il neologismo “Santorum”. Vinse la seguente definizione:

Una mistura schiumosa di olio lubrificante e materia fecale che a volte si produce come effetto collaterale del sesso anale.

Savage allestì dunque Spreadingsantorum.com, e blogger e utenti Internet fecero un po’ di sano Google bombing per incrementare il ranking del sito, che arrivò persino a superare quello ufficiale del politico. Spreadingsantorum è stato bollato da Santorum come un gesto di “inciviltà”. Quest’ultimo ha anche chiesto a Google di rimuovere quel risultato di ricerca per due volte, la prima nel settembre del 2011 e la seconda durante l’attuale campaign trail. Ma da Mountain View è sempre arrivato un secco rifiuto: spiacente Rick, noi non possiamo proprio farci nulla.

Nel 2010 Dan Savage aveva dichiarato a Mother Jones: “Ero sempre stato scettico sul fatto che Rick Santorum si potesse davvero presentare come candidato alle prossime elezioni, ma se lo farà davvero allora dovrò mobilitare di nuovo le mie scimmie volanti [i suoi lettori, nda] per iniziare a postare e a linkare a Spreadingsantorum”. Il sito, per ora, è stato condiviso su Facebook circa 62mila volte. E in questi giorni è stato anche aperto un account Twitter (@SpreadSantorum).

Insomma, la campagna presidenziale è ancora molto lunga – e il sesso anale presumibilmente continuerà ad accompagnare la vita politica di Rick Santorum. Non resta che accettarlo.

(Qui sopra: proposta per il nuovo simbolo ufficiale della campagna elettorale di Rick Santorum.)

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