Mentre l’Italia si copriva di ridicolo al festival di Berlino con la solita pellicola in menopausa (in questo caso era “Caos calmo” – si, il film in cui il compagno Nanni Moretti si sforza di toccare per finta le tette cinquantenni della Ferrari – oddio, saremo tutti dannati, buon Signore aiutaci tu!), José Padilha sbancava la Germania con il suo Tropa de Elite e portava in Brasile, meritatamente, l’Orso d’Oro. CONTINUA A LEGGERE

Pubblicato da Blicero il 7.04.2008

Tempo di elezioni. Le città si riempiono dei volti della politica; in televisione si sgomita per propinare le proprie cazzate; le facce dei candidati vengono esposte al pubblico ludibrio, gran caravanserraglio elettorale: è inevitabile rimanere impassibili, di fronte a certe cose. L’essenza della campagna elettorale si riduce alla conoscibilità del candidato, dell’uomo politico: il cittadino lo vota perchè sa (o dovrebbe sapere, ma questa è un’altra storia) chi è, conosce le sue abitudini, condivide certi comportamenti, appoggia il suo pensiero – con rispetto parlando – politico. Ma siamo sicuri che sia proprio così? CONTINUA A LEGGERE

Pubblicato da Blicero il 7.04.2008

“Salve, Scientology. Siamo Anonymous”. Gennaio 2008: un video su Youtube dà il via ad un progetto senza precedenti nella storia di Internet e, più in generale, nel mondo dei media. Il gruppo di Anonymous (un collettivo ovviamente anonimo formatosi in rete) chiama a sè i figli di Internet, e dichiara guerra all’organizzazione religiosa di Scientology. Nulla sarà più come prima. CONTINUA A LEGGERE

Pubblicato da Blicero il 7.04.2008

L'agguato in Via Fani

L’affaire Moro non si è svolto semplicemente in cinquantacinque giorni. Non è iniziato il sedici marzo, e non è neppure finito il nove maggio 1978. E’ iniziato trent’anni prima, a Jalta, in una logica di spartizione planetaria: un gioco profano di sommi equilibri, una battaglia tra i due elefanti mondiali dell’epoca (USA e URSS) nella cristalleria Italia, bottega sgangherata di provincia. CONTINUA A LEGGERE

Pubblicato da Blicero il 3.04.2008


La fragranza inodore delle banconote invase l’ampio ufficio del parlamentare di turno. La leggera fiammata desiosa nei suoi occhi, il tremolio appena accennato delle mani: doveva essere la sua prima volta. O forse no. Il brivido dei comportamenti contra legem faceva breccia anche nelle coscienze dei peggiori tangentari. Stava seduto, forse asserragliato dietro la scrivania in piuma di mogano, quasi uno schermo protettivo ideale tra la rispettabilità dell’onorevole e la squallida bassezza del reale. CONTINUA A LEGGERE

Pubblicato da Blicero il 2.04.2008
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