BASTA. Basta. Finitela di mettervi in bocca il suo nome. Finitela di imputridirlo, di sporcarlo, di rovinarlo. Finitela con questa raccapriccianti commemorazioni. Lasciateli stare. Lasciate loro almeno l’oblio. Lasciateli parlare. I morti. Inutilmente. Sacrificati per chi? Hanno vinto loro. La mafia ha vinto, bisogna imprimerselo bene in testa. Non lasciarselo sfuggire. Marchiarselo a fuoco. Dolorosamente. Disperatamente. La mafia ha vinto, Giovanni Falcone e signora Francesca. La mafia ha vinto, uomini della scorta. E nulla ormai, a parte la vergogna e l’orrore, cammina più sulle nostre gambe. Nessuno cammina più. Inermi, per terra. Atterriti. E’ tutto finito. CONTINUA A LEGGERE

Pubblicato da Blicero il 23.05.2008

Che cos’è la satira? Secondo la leggendaria definizione dello studio Previti, la satira è «quella cosa che assolve la funzione di mitizzare e umanizzare i personaggi famosi favorendo la diffusione di un clima di tolleranza che attenuerebbe le tensioni sociali». Uhmm! Già. Sicuramente. Anche negli Stati Uniti, ad esempio, è così. Più o meno, eh. CONTINUA A LEGGERE

Pubblicato da Blicero il 23.05.2008

Di Holly Golightly

La verità è come un urlo. Controllato e lanciato alto contro un vetro blindato. Con la volontà di farlo esplodere. (Roberto Saviano)

Scontriamoci con questa verità, andiamo a sbatterci contro. Corriamo veloci, più veloci del vento, perché l’impatto deve essere forte, tanto forte da far male. Voltiamoci indietro, pensiamo a ciò che avremmo dovuto fare o dire, o quantomeno sapere, e ammettiamo di aver sbagliato. Sediamoci per due ore davanti alla realtà e osserviamola nel dettaglio, domandiamoci dove siamo stati e perché solo ora viene così vergognosamente smascherato davanti a tutti. Bastano sei storie, solo sei. Non importa vedere tutto, non si potrà mai vedere tutto. Ma quel che ci viene mostrato non si può dimenticare. CONTINUA A LEGGERE

Pubblicato da Blicero il 22.05.2008

Oooh, finalmente è il gran giorno del consiglio dei ministri aviotrasportato a Napoli, con sommo gaudio dei leghisti di lotta e di sgoverno. Temi del giorno: leggi ad personam e leggi ad personam. Per i rifiuti se ne parla la prossima volta, non è mica una priorità. Si, certo, magari ogni tanto torna l’emergenza, qualche sacchetto di spazzatura abbandonato sulle strade, rivolte che ricordano molto i flagelli pestilenziali del ‘600, ma per il resto va tutto bene. CONTINUA A LEGGERE

Pubblicato da Blicero il 21.05.2008

Il libro di Giangiulio Ambrosini (magistrato di Cassazione), “Articolo 416 bis“, è un interessante esperimento letterario. Non solo per la forma – scrittura priva di punteggiatura, ponctuation blanche, fast-reading che si legge in un fiato, graficamente affine ad un componimento poeticoma anche e soprattutto per il contenuto. Una vicenda che ha come indiscusso punto di riferimento “Davanti alla legge“, celeberrimo racconto kafkiano. CONTINUA A LEGGERE

Pubblicato da Blicero il 20.05.2008

Quando ho iniziato, qualche anno fa, ero in assoluta buona fede. Mi ero impresso in mente, delicatamente ma con un certo piglio decisorio, le parole che Nabokov ha scritto nel romanzo “L’occhio”: “Ho capito che l’unica felicità a questo mondo sta nell’osservare, spiare, sorvegliare, esaminare se stessi e gli altri, nel non essere che un grande occhio fisso, un po’ vitreo, leggermente iniettato di sangue”. Pensavo fosse così. Con una precisazione: il mio occhio non è fisso; è dinamico, al plasma, iniettato di bit, di pixel, di font, di tipografia. E’ il portato dei tempi: l’occhio di Nabokov è anteguerra, del 1930. Il mio è calato nell’era digitale. Più che un occhio – cornea, retine, iride, cristallino, etc – è una telecamera, un registratore mobile, un browser biologico liquido, scorrevole ed implacabile. CONTINUA A LEGGERE

Pubblicato da Blicero il 18.05.2008

Nello scrivere la sua fondamentale “opera di verità”, l’Affaire Moro, Sciascia si era trovato, ad un certo punto, a muoversi “in un mareggiare di ritagli di giornale e col dizionario del Tommaseo solido in mezzo come un frangiflutti”. Il vocabolario: strumento vitale per ridare il giusto significato al lessico oscuro delle lettere di Moro e per ribaltare lo stravolgimento operato dal politicantese. Ebbene, a trent’anni da quell’evento e da quello scritto è uscito un dizionario molto particolare, tutto dedicato alla tragica vicenda che segnò la svolta irreversibile di una nazione. CONTINUA A LEGGERE

Pubblicato da Blicero il 13.05.2008

Quando le tonache zafferano sfilarono all’ombra delle dolorose pagode birmane, lo scorso settembre, il mondo intero ebbe un sussulto. “Lo fanno per la democrazia! Viva la libertà! Supportiamo la rivoluzione mettendo un bel ribbon sui nostri blog, servirà tantissimo ai monaci!” Il risultato è noto: il moto popolare affogato nel sangue (come già era successo nel 1988), il flusso informativo paralizzato – si, persino nell’era di internet – e la Birmania schiacciata in maniera ancora più opprimente sotto il tallone d’acciaio della junta criminale. CONTINUA A LEGGERE

Pubblicato da Blicero il 11.05.2008