La strage di Ustica ha avuto, sin dal primo momento, un fortissimo impatto sull’opinione pubblica e sulla scena politica del momento. La magistratura ha aperto in diverse sedi, subito dopo la caduta del DC9, varie indagini che poi si sono dipanate in 27 anni di storia italiana. Sono state prodotte più di due milioni di pagine di atti, migliaia sono state le udienze, moltissimi i soldi spesi per il recupero del relitto (affidata prima ad una società francese, poi ad una inglese), per le perizie, per le ricerche in loco. I filoni di indagine seguiti sono stati principalmente due. CONTINUA A LEGGERE

Pubblicato da Blicero il 10.06.2008

I servizi segreti, in Italia, sono sempre serviti fondamentalmente a quattro cose: depistare/ostacolare/bloccare le indagini della magistratura; coprire le trame eversive negli anni della strategia della tensione, e oltre; soccorrere ed aiutare golpisti, massoni e terroristi; dossierare chiunque illegalmente. Finite le stragi e caduto il muro di Berlino si temeva il peggio, la drastica flessione. Ed invece no: i servizi sono sempre molto attivi. Nel fare porcate, si intende, o quantomeno nel tentarle. Insomma, non è bello sapere che in un periodo di grande povertà esistono ancora delle certezze incrollabili? CONTINUA A LEGGERE

Pubblicato da Blicero il 9.06.2008

La lunga serie di depistaggi e di inquinamenti che affastellano la storia dell’abbattimento del DC9 Itavia a Ustica inizia poco dopo l’avvenimento della strage. Ad incominciare dalle cause della caduta. La prima ipotesi accreditata è quella del cedimento strutturale, che comincia a circolare dai primissimi momenti dell’indagine aperta immediatamente dalla magistratura e dal governo. Al seguito di questa, vengono fatte circolare ulteriori, e decisamente più stravaganti, ipotesi, quali la caduta di un meteorite, il cedimento “psicologico” dei piloti, l’ammaraggio, con conseguente galleggiamento (durato 10 ore) e annegamento dei passeggeri (è bene ricordare che il DC9, senza danni strutturali di sorta, aveva un’autonomia di galleggiamento di 4 minuti) e altre amenità del genere. Ipotesi, «parti di fantasie tanto fervide quanto inquinanti», tutte rigettate con forza. CONTINUA A LEGGERE

Pubblicato da Blicero il 7.06.2008

I B-Movies. Qualcuno prima o poi dovrà renderne conto. Dell’orripilante definizione, dico. Un film o è bello o è brutto: non esistono film di serie A e film di serie B, anche perchè sennò si arriverebbe a dire che la serie A, spesso e volentieri, fa decisamente più schifo della serie B. “Cannibal Holocaust” è l’esempio cristallino di un film figlio di un dio minore che, con il tempo, si è saputo rivelare per quello che è: una denuncia folle, sconfortante e spietata del sistema massmediatico – una pellicola di culto che all’epoca (1979) era incomprensibile, talmente era proiettata nell’avvenire. CONTINUA A LEGGERE

Pubblicato da Blicero il 5.06.2008

[…] Smelzo: benissimo, è caduto un DC9… pronto? Berardi: sì, dica, dica. S: è caduto un DC9 lungo la rotta che porta da Bologna a Palermo. B: sì, noi già stavamo in allerta per questo qui. S: ultimo punto noto sembra che sia 40,00 Nord 13 e 20 Est. B: prego? S: ultimo punto noto… B: un attimo che chiamano da 700 posti, un attimo, eh… […] B: eh, a lei chi gliel’ha detto che è caduto? S: guardi questo qui doveva atterrare già alle 9 e 13 su Palermo B: sì, queste notizie io ce l’ho tutte quante, lei mi ha detto che è caduto, chi gliel’ha detto? S: e io penso che sia caduto… B: ah, ecco pensa…S: no, ma le mie supposizioni sono… sono abbastanza serie, non sono… B: pure le nostre purtroppo, uno cerca sempre di sperare che non sia così, se lei mi dice, io devo fare delle comunicazioni, se lei mi dice che è caduto io devo dire che è caduto…» (27 giugno 1980, ore 21,25)

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Pubblicato da Blicero il 3.06.2008

La Grande Partita è infinita, non conosce sosta. Se fermata o circoscritta o bloccata, immediatamente si rigenera, riprendendo il suo naturale corso. Il grande gioco si snoda tra le strade impolverate di Bombay, lerce e brulicanti di vita e di morte, tra i missili che piovono al confine tra India e Pakistan, tra guerre striscianti e umiliazioni decennali, tra ambigue operazioni di intelligence, tra capimafia al servizio della ragion di Stato, tra poliziotti corrotti & collusi e tra poliziotti onesti ma disillusi, il tutto all’ombra minacciosa dell’arcobaleno della gravità nucleare. Tutti i giochi sono sacri. CONTINUA A LEGGERE

Pubblicato da Blicero il 1.06.2008

Argenteuil, cintura Nord parigina. Francia. Una donna va al commissariato locale. È una formalità. Una semplice complicanza burocratica. Un banale incidente automobilistico – c’è un errore/quella macchina non è mia/l’ho venduta anni fa. All’improvviso, le manette. Gelide, stringenti, avvolgenti. All’improvviso, quella donna è Marina Petrella. Marina Petrella – non un nome a caso. Il nome della ex donna di vertice della colonna romana delle Br. CONTINUA A LEGGERE

Pubblicato da Blicero il 30.05.2008

Il Divo

“Col mondo del potere non ho avuto che vincoli puerili”

Osip Mandel’štam

C’è un uomo, ripiegato sulla scrivania. Spilloni gli circondano la testa, rimedi cinesi che affiorano dalla penombra come lunghi ed affilati puntelli per arginare l’emicrania. Quell’uomo è Andreotti. Questo film è Il Divo. Quell’emicrania è il potere. CONTINUA A LEGGERE

Pubblicato da Blicero il 28.05.2008