Di Giorgio Nebuloni

La prima volta che tentai di leggere “Sei pezzi da mille” venni rimbalzato all’indietro, come contro un muro di gomma. Scorsi una trentina di pagine senza capire assolutamente nulla dei fatti, dei personaggi, delle connessioni e dunque dei dialoghi. Restai basito, in bambola completa. L’atmosfera però l’afferrai, o forse fu lei ad afferrare me, fatto sta che non potei fare a meno di lanciarmi in un secondo coraggioso tentativo ripartendo da capo. La seconda volta che tentai di leggere S.p.d.m. ci restai spiaccicato contro, come un moscerino sul parabrezza. Finitolo saltai in piedi convinto di aver appena avuto un corpo a corpo con uno dei libri più significativi degli ultimi dieci anni. CONTINUA A LEGGERE

Pubblicato da Blicero il 6.07.2008

“Le elezioni in Zimbabwe non sono state libere!” ha tuonato stamattina Ban Ki-Moon, una delle innumerevoli comparse che veniva picchiata selvaggiamente da Kato in The Green Hornet – erm, intendevo dire il segretario generale dell’ONU – in relazione al trionfo del candidato Mugabe, che come avversario aveva il candidato Mugabe. CONTINUA A LEGGERE

Pubblicato da Blicero il 30.06.2008

Gli presentano il progetto per lo snellimento della burocrazia. Ringrazia vivamente. Deplora l’assenza del modulo “H”. Conclude che passerà il progetto, per un sollecito esame, all’ufficio competente, che sta creando. (Ennio Flaiano)

Da qualche parte, nel ventesimo secolo, il mondo è diventato grigio, asfissiato dalle scartoffie di una burocrazia opprimente, inaccessibile, soverchiante; soffocato dai tubi, dai condotti e dai fili di una tecnologia impazzita, retrograda e controproducente; racchiuso in una metropoli cupa, infinita e fuori dal tempo. Il sistema è sull’orlo costante del collasso, sbriciolato dalla composta furia ordinatrice del Sistema Centrale. CONTINUA A LEGGERE

Pubblicato da Blicero il 25.06.2008

Illustrazione di Banksy

Racconto di nomero

Ovvero, lo stupro della distopia.

Prologo

Notte. Un largo boulevard asettico e deserto e un gruppuscolo di giovani che vi si muove al centro, lento e vagamente disorientato. I vestiti sono tutti più o meno simili. Larghi pantaloni, magliette dai colori vivaci, occhiali grandi, che coprono interamente la parte superiore del viso. Kitsch. Tra le mani mazze, armi da taglio, coltelli da cucina, tubi di ferro. Dalle finestre si possono vedere luccicare le armi improprie alla luce dei lampioni arancio. Silenzio di morte. Altri giovani intanto si uniscono, dalle vie laterali, al gruppo principale. CONTINUA A LEGGERE

Pubblicato da Blicero il 21.06.2008

Il cappellino di Takeshi è veramente bello, sai, con quelle alette appiccicate ai lati. Già, sembrano d’argento. Però Takeshi è anche uno stupido, è così goffo in tutto quello che fa, cade continuamente dallo skate. Forse è per questo che si è buttato dal decimo piano? Takeshi si è sfracellato al suolo, all’ombra dell’enorme complesso popolare Tsutsumi, alla periferia di Tokyo. CONTINUA A LEGGERE

Pubblicato da Blicero il 20.06.2008

L’Italia is under attack. Il valoroso Corriere della Sera ha scoperto solamente la punta di quello che è un immenso iceberg: una montagna ghiacciata che riflette odio, minacce e promesse di attentati terroristici da parte dei terroristi musulmani (ovviamente, da chi sennò?) e dagli Al Qaedisti, che hanno già insanguinato il nostro Paese con gli attentati alla stazione di Madrid, alla metropolitana di Londra, alla stazione di Bologna e a Piazza Fontana. Berlusconi e MAGDI CRISTIANO ALLAM sono già dei cadaveri: “Sono due morti che camminano…proprio come si auto definiva falcone..messaggio in codice ? ! Forse!” (ihihihhi!) CONTINUA A LEGGERE

Pubblicato da Blicero il 18.06.2008

Mandare l’esercito a pattugliare le città? E allora, cosa c’è di strano? Si può fare. In Darfur si fa così, e non mi pare che nessuno si scandalizzi. Nella striscia di Gaza se uno vede un’uniforme mica grida alla deriva della democrazia. Per non parlare di Baghdad o di Kabul: i soldati sono sempre stati di grande aiuto nel mantenere saldamente l’ordine pubblico. Guardate che risultati! Chi non la pensa così è un terrorista complice morale del 9/11 ed è favorevole all’Unione Europea, cioè all’Eurabia, quindi è un immigrato clandestino. CONTINUA A LEGGERE

Pubblicato da Blicero il 14.06.2008

Ma davvero c’è ancora chi pensa che, di fronte allo sfacelo economico, al dilagante degrado sociale, morale e culturare, all’allignamento della corruzione, alla batosta agli Europei (soprattutto) e all’insignificanza dell’Italia nel panorama globale, la legge sulle intercettazioni non sia di fondamentale importanza? Beh, certo, forse un pò meno importante di Fede testimone di nozze della Gregoraci (certo che dimenticarsi così di Salvo Sottile, insomma, che squallore!), di una strizzata alla prostata di Bossi o di un cunnilingus di Veltroni, ma comunque decisivo per le sorti del paese. CONTINUA A LEGGERE

Pubblicato da Blicero il 11.06.2008