(Foto: Costas Lakafossis)

Verso la metà dell’ottobre 2011 i proprietari di una grande azienda siderurgica greca, la Halyvourgia Ellados, chiamano a raccolta i lavoratori e impogono loro di firmare un nuovo contratto. Le cause sono le solite: la crisi finanziaria del Paese e le ingenti perdite del gruppo. Fino a quel momento gli operai lavoravano 8 ore al giorno per cinque giorni alla settimana. Il nuovo piano, invece, prevede 5 ore al giorno per 5 giorni alla settimana e, soprattutto, un taglio ai salari del 40% – ossia una riduzione a 500 euro al mese, una somma con cui è chiaramente impossibile vivere. In caso di rifiuto della proposta, inoltre, l’azienda minaccia di licenziare 180 operai su 300. CONTINUA A LEGGERE

Pubblicato da Blicero il 10.01.2012

La redazione de La Privata Repubblica riceve molte proposte di collaborazione non sollecitate. Dopo alcuni anni di esperienza, siamo giunti all’inconfutabile conclusione che il 98.39% del materiale inviatoci ha meno valore di un seno in metastasi di Giorgio Faletti asportato e successivamente trapiantato nel cuoio capelluto di Piero Ostellino. Per rimediare a questa incresciosa situazione, abbiamo deciso di delegare il compito di leggere il materiale al nostro collaboratore, dott. Klaus Barbie, che ha insistito affinché venisse pubblicata sul sito una sua lettera di risposta. Riproduciamo qui di seguito la mail dell’aspirante collaboratore e la risposta del dott. Barbie. CONTINUA A LEGGERE

Pubblicato da Dott. Barbie il 8.01.2012

Il 5 gennaio Rick Santorum, quasi-vincitore del caucus repubblicano nello Iowa (ha perso contro Mitt Romney per soli 8 voti) e rivelazione dell’intera campagna presidenziale, si trovava nella città di Windham, North Carolina. Sorprendentemente non indossava il gilet, considerato ormai il suo talismano/tratto distintivo – un po’ come le magliette di Paperino e i completi arancioni per Formigoni. Ad un certo punto il pubblico gli chiede quale sia la sua posizione sul SOPA, una proposta di legge contro la pirateria online molto controversa che, secondo la deputata democratica Zoe Lofgren, porterebbe alla “fine dell’Internet così come noi lo conosciamo”. CONTINUA A LEGGERE

Pubblicato da Blicero il 8.01.2012

Allarme sul pianeta Calderoli! La crisi economica? Lo spread? Il bagno di sangue quotidiano che è Piazza Affari? La disoccupazione? No. A tormentare l’ex ministro è ancora l’affaire cotechino&lenticchie, ossia il sobrio “festino” di Capodanno organizzato a Palazzo Chigi da Mario Monti e famiglia. Il dirigente leghista non riesce davvero a capacitarsi di come Monti sia uscito indenne da questo enorme scandalo. CONTINUA A LEGGERE

Pubblicato da Blicero il 6.01.2012

Dopo anni di angoscianti ricerche sulla fede, pianti disperati nella vasca da bagno e smarrimenti negli abissi dell’ateismo, posso finalmente dire di aver trovato la religione che fa per me: il Kopimism. CONTINUA A LEGGERE

Pubblicato da Blicero il 4.01.2012

(Foto: The Big Picture)

La parola che definirà il 2012 è principalmente una: austerità. La crisi azzanna le economie, il corpo della società è malato, la recessione incombente: l’unica soluzione è ingurgitare il pesante cocktail di tagli alla spesa pubblica, aumenti di tasse, esuberi, licenziamenti di massa e benzina a prezzi greci. Certo, i sacrifici – assicurano alteri e sobri i nostri politici/governanti – saranno durissimi. Ma alla fine la crescita sboccerà di nuovo, e la prosperità, dopo il carpet-bombing di misure di austerità, tornerà a scoccare e risuonare impetuosa in tutti i cieli d’Europa. CONTINUA A LEGGERE

Pubblicato da Blicero il 4.01.2012

Il collettivo artistico russo Voina ha festeggiato il capodanno a modo suo. Poco prima della mezzanotte gli attivisti hanno scavalcato la recinzione della stazione di polizia n. 71 a San Pietroburgo e hanno bruciato con alcune molotov una camionetta usata per il trasporto dei detenuti. Oleg Vorotnikov (in carcere fino a poco tempo fa), Leonid Nikolayev (idem) e Natalia Sokol (su cui pende un mandato d’arresto internazionale) hanno preso parte all’azione, chiamata “Autodafé, o fottendo Prometeo“. CONTINUA A LEGGERE

Pubblicato da Blicero il 2.01.2012

Don Winslow, nel suo romanzo Il potere del cane, scriveva che “si diventa ciò che si odia”. Ma nel caso di Scott Raab è impossibile diventare come LeBron James. Il primo è un giornalista sessantenne di Esquire nato a Cleveland che abita nel New Jersey, ha un peso variabile tra i 130 e i 170 kg ed un passato di alcolismo, abuso di stupefacenti e problemi mentali. Il secondo è un’ala piccola di 2.03 metri che ha la velocità e la tecnica di un playmaker e le movenze di una guardia, nonché uno dei migliori giocatori mai apparsi nell’NBA – se non il migliore di tutti i tempi. King James. The Chosen One. O, come lo chiama Raab, “The Whore of Akron”, la puttana di Akron. Che è anche il titolo del suo primo libro, uscito il 15 novembre 2011 per HarperCollins con il sottotitolo “One Man’s Search for the Soul of LeBron James”. CONTINUA A LEGGERE

Pubblicato da Blicero il 2.01.2012