Ormai sono sempre più concreti i sospetti che Renato Brunetta sia un esperimento nato in qualche università francese di sociologia deviata, vera e propria copertura per cellule terroristiche volte alla distruzione dell’Europa e dell’Occidente attraverso una lenta e logorante infiltrazione nel cuore dello Stato. CONTINUA A LEGGERE

Pubblicato da Blicero il 17.01.2010

Secondo l’ultima involuzione antropologica leghista datata 1975, tale Paolo Grimoldi, il Diario di Anna Frank sarebbe una sorta di pamphlet hard: “Vi è un passo nel quale Anna Frank descrive in modo minuzioso le proprie parti intime e la descrizione è talmente dettagliata da suscitare turbamento in bambini delle elementari”. Le parti più disturbanti del libro, tuttavia, sarebbero contenute nello sconvolgente apologo alla clandestinità e, soprattutto, nell’inaccettabile e strisciante contrarietà al nazionalsocialismo.

Pubblicato da Blicero il 16.01.2010

Mentre sulla blogosfera italiana c’è stato l’ennesimo, appassionante dibattito sui blog (“i blog sono morti!”, “no, sono vivi! ma non ti ci paghi l’affitto”, “sono solo un passatempo!”, “ehi, il mondo là fuori non si accorge di noi!”), un post del giornalista/scrittore Mark Ames pubblicato su exiledonline.com veniva ripreso da alcune televisioni indiane e scatenava una serie di rivolte che hanno portato all’arresto di 185 persone. E questa volta non è servito un ghigno idiota sopra una maglietta con le vignette su Maometto davanti alle telecamere: è bastato un blog. CONTINUA A LEGGERE

Pubblicato da Blicero il 11.01.2010

Immagini di rivolta in scenari quasi post-apocalittici. Fucilate ad aria compressa. Tensioni etniche, bus pieni di clandestini, cittadini in sommovimento, caccia al nero, sprangate, feriti, sassaiole, segregazione. Sembra di essere in “I figli degli uomini”, film di Alfonso Cuaron in cui gli immigrati sono confinati in una squallida città-ghetto, abbandonati a loro stessi, ed invece siamo in Italia, in Calabria, a Rosarno, e la prigione a cielo aperto è controllata a vista da carcerieri mafiosi e caporali aguzzini, che costringono in condizioni disumane sia gli schiavi subsahariani che i cittadini esasperati. CONTINUA A LEGGERE

Pubblicato da Blicero il 9.01.2010

Incredibile rivelazione del quotidiano francese “Libération”: il film rivelazione belga “La merditude des choses”, “La merditudine delle cose”, è in realtà un film inesistente che narra la storia semi-vera di un hippie belga che adorava collezionare animali spiumati e imbalsamare scoiattoli volanti. Il falso film vero sarebbe in realtà una vera storia falsa che nasconde un messaggio anti-secolarizzazione e apologetico di certi regimi sudamericani sostenuti da frange reazionarie dei servizi segreti vaticani nonchè del collaborazionismo di Vichy.

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Pubblicato da Blicero il 6.01.2010

“Zi, zi, zi!” (“Vive, vive, vive!”) ruggiva al cielo la folla greca nel 1976 ai funerali di Alekos Panagulis, martire dei colonnelli. “Vive” come tutti i perseguitati politici di ogni epoca, di ogni nazione, di ogni regime. “Vive” come tutti coloro che hanno cercato di coltivare l’anatema della libertà in uno stato di cattività. “Vive” come coloro che hanno donato la vita per le loro idee. CONTINUA A LEGGERE

Pubblicato da Blicero il 5.01.2010

L’odio politico è un mostro che, scatenato, risulta molto difficile da domare. An­che se non è armato da un’ideologia sistematica, an­che se incendia una men­te isolata (e, a quanto sem­bra, malata) come è acca­duto ieri con l’arresto ad Honolulu (Hawaii) di Kristy Lee Roshia, 35enne di New Bedford. La donna aveva annunciato ai servizi segreti l’intenzione di uccidere Michelle Obama, moglie del presidente Obama. E così l’odio politico si deposita come un veleno che intossica la discussione pubblica. Ri­duce l’avversario a un ber­saglio da annichilire. Da distruggere: in effigie, ma anche fisicamente. CONTINUA A LEGGERE

Pubblicato da Blicero il 23.12.2009

The Front Page

Scriveva Hunter S. Thompson: “Non tutti concordano con l’idea che l’assuefazione alla politica sia una colpa. Però lo è. E costoro sono assuefatti, e sono colpevoli […]. E quando gli verrà la frenesia, sacrificheranno tutto e tutti per alimentare la loro stolta e brutta abitudine – e non esiste alcuna cura”. Fabrizio Rondolino e Claudio Velardi sono sicuramente due drogati di politica. Una vita di Pci-Pds-Ds, giornalismo di partito, editoria, lobbismo multiforme e, soprattutto, Massimo D’Alema, del quale i “lothar” hanno curato l’immagine e la comunicazione negli anni di permanenza a Palazzo Chigi. Fallita miseramente l’esperienza di governo dalemiana e, più in generale, il piano riformista-ulivista che ha di fatto consegnato il paese al miglior Papi del Consiglio degli ultimi 2000 anni, dei due si erano perse le tracce – fino a qualche mese fa. CONTINUA A LEGGERE

Pubblicato da Blicero il 19.12.2009