Esistono storie dalla parte giusta della Storia che poi vengono ritenute sbagliate dai vinti che, per puro accidente, riescono a impadronirsi delle casematte del Potere. Esistono uomini che pagano per colpe che non hanno mai avuto. Klaus Barbie è stato uno degli esempi più illustri del secolo breve. CONTINUA A LEGGERE

Pubblicato da Dott. Barbie il 25.01.2010

Erano giorni convulsi a Mountain View, in California. La battaglia di Google contro il governo cinese sembrava essersi assestata su una pericolosa situazione di stallo, con potenziali perdite per il colosso americano sia in termini economici che, soprattutto, di credibilità. La scelta di schierarsi (apparentemente) a favore dei diritti umani poteva costare molto caro agli ex enfant prodige di Stanford. Tuttavia, mentre il mondo seguiva con il fiato sospeso l’evolversi della vicenda, Larry Page, Sergey Brin e Eric Schmidt si erano trovati, segretamente, a dover affrontare un problema ben più minaccioso e pressante del regime autoritario. CONTINUA A LEGGERE

Pubblicato da Blicero il 19.01.2010

Ormai sono sempre più concreti i sospetti che Renato Brunetta sia un esperimento nato in qualche università francese di sociologia deviata, vera e propria copertura per cellule terroristiche volte alla distruzione dell’Europa e dell’Occidente attraverso una lenta e logorante infiltrazione nel cuore dello Stato. CONTINUA A LEGGERE

Pubblicato da Blicero il 17.01.2010

Secondo l’ultima involuzione antropologica leghista datata 1975, tale Paolo Grimoldi, il Diario di Anna Frank sarebbe una sorta di pamphlet hard: “Vi è un passo nel quale Anna Frank descrive in modo minuzioso le proprie parti intime e la descrizione è talmente dettagliata da suscitare turbamento in bambini delle elementari”. Le parti più disturbanti del libro, tuttavia, sarebbero contenute nello sconvolgente apologo alla clandestinità e, soprattutto, nell’inaccettabile e strisciante contrarietà al nazionalsocialismo.

Pubblicato da Blicero il 16.01.2010

Mentre sulla blogosfera italiana c’è stato l’ennesimo, appassionante dibattito sui blog (“i blog sono morti!”, “no, sono vivi! ma non ti ci paghi l’affitto”, “sono solo un passatempo!”, “ehi, il mondo là fuori non si accorge di noi!”), un post del giornalista/scrittore Mark Ames pubblicato su exiledonline.com veniva ripreso da alcune televisioni indiane e scatenava una serie di rivolte che hanno portato all’arresto di 185 persone. E questa volta non è servito un ghigno idiota sopra una maglietta con le vignette su Maometto davanti alle telecamere: è bastato un blog. CONTINUA A LEGGERE

Pubblicato da Blicero il 11.01.2010

Immagini di rivolta in scenari quasi post-apocalittici. Fucilate ad aria compressa. Tensioni etniche, bus pieni di clandestini, cittadini in sommovimento, caccia al nero, sprangate, feriti, sassaiole, segregazione. Sembra di essere in “I figli degli uomini”, film di Alfonso Cuaron in cui gli immigrati sono confinati in una squallida città-ghetto, abbandonati a loro stessi, ed invece siamo in Italia, in Calabria, a Rosarno, e la prigione a cielo aperto è controllata a vista da carcerieri mafiosi e caporali aguzzini, che costringono in condizioni disumane sia gli schiavi subsahariani che i cittadini esasperati. CONTINUA A LEGGERE

Pubblicato da Blicero il 9.01.2010

Incredibile rivelazione del quotidiano francese “Libération”: il film rivelazione belga “La merditude des choses”, “La merditudine delle cose”, è in realtà un film inesistente che narra la storia semi-vera di un hippie belga che adorava collezionare animali spiumati e imbalsamare scoiattoli volanti. Il falso film vero sarebbe in realtà una vera storia falsa che nasconde un messaggio anti-secolarizzazione e apologetico di certi regimi sudamericani sostenuti da frange reazionarie dei servizi segreti vaticani nonchè del collaborazionismo di Vichy.

CONTINUA A LEGGERE

Pubblicato da Blicero il 6.01.2010

“Zi, zi, zi!” (“Vive, vive, vive!”) ruggiva al cielo la folla greca nel 1976 ai funerali di Alekos Panagulis, martire dei colonnelli. “Vive” come tutti i perseguitati politici di ogni epoca, di ogni nazione, di ogni regime. “Vive” come tutti coloro che hanno cercato di coltivare l’anatema della libertà in uno stato di cattività. “Vive” come coloro che hanno donato la vita per le loro idee. CONTINUA A LEGGERE

Pubblicato da Blicero il 5.01.2010