Come noto, stasera andrà in onda “Servizio Pubblico”, la nuova reincarnazione web-televisiva di Michele Santoro, che si preannuncia una via di mezzo tra Corrado Formigli (con il 120% di martirologia in più) e Ben Hur. Ma chi guarderà davvero la trasmissione? Uno studio commissionato al prestigioso istituto di indagini demoscopiche L’Antro di Ernesto’s – Wine Bar Snc ha rilevato quanto segue:

1) I forzati dell’indignazione contro la Casta;

2) Gli indignati contro i forzati dell’indignazione contro la Casta;

3) Quelli intimamente convinti che Santoro faccia il gioco di Berlusconi;

4) Coloro che non si fidano di Santoro perché nel 2006 si tinse i capelli di biondo-simil carota però sono incuriositi;

5) Quelli che linkano sulla bacheca Facebook la tirata di Brignano contro i politici scrivendo “BRAVO ENRICO, TU SI CHE LE MANDI A DIRE A QUESTI PORCI”;

6) Redattori de Il Giornale et similia, che vedranno la trasmissione come un membro del Ku Klux Klan può assistere al Mardi Gras di New Orleans;

7) Blogger che devono fare il liveblog dello streaming;

8) Tecno-hipster pronti a prodursi in ficcanti esegesi sul cambiamento dei mezzi di comunicazione di massa al tempo dello spread Btp-Bund e sul logoramento della formula talk show politico anni ’90/ma forse possibilmente rinverdito dall’Internets;

9) Utenti di Twitter che inondano l’hashtag #serviziopubblico (o quella che sarà) sperando di incrementare i followers con una battuta arguta;

10) Vecchie che capitano per caso su una rete locale sbagliando i canali del digitale terrestre;

11) Valter Lavitola.

12) Corrado Formigli.

(Illustrazione: Tin Salamunic.)

Pubblicato da Blicero il 3.11.2011

Il Consiglio dei Ministri conclusosi poco fa ha evitato (per ora) il dramma dei prelevi forzosi ed i conseguenti cacerolazos. E non solo: ha approvato alcuni provvedimenti fondamentali (tra cui un accordo con il Kazachstan sulla mafia) per rimettere in sesto questa sgangherata locomotiva chiamata Italia. Questo il più incisivo, senza dubbio:

su proposta del Ministro degli affari esteri, Frattini:

– un regolamento che dà attuazione alla legge n. 13 del 2011, con la quale si è riformato l’ “Ordine della Stella della Solidarietà Italiana”, ora denominato “Ordine della Stella d’Italia”.

Certo, qualcuno potrà obiettare che di fronte a mezzo Mediterraneo in fiamme, guerre civili che divampano ad una traghettata da casa e così via il Ministro degli Esteri dovrebbe occuparsi di ben altro. Ma sono le solite malelingue infedeli. Sono sicuro che il  Financial Times domani aprirà così: “SPREAD CALATO DI 300 PUNTI: EUROPA SALVATA DALLA RIFORMA SULL’ORDINE DELLA STELLA D’ITALIA”.

Pubblicato da Blicero il 3.11.2011

Matteo Renzi è appollaiato su una sedia, in giacca scura e camicia bianca, la testa reclinata verso il basso e lo sguardo bloccato sullo schermo del suo iPhone. Ha appena finito il collegamento in diretta con “Otto e mezzo”, nel quale la Gruber ha cercato in tutti i modi di metterlo in difficoltà. Resta in quella posizione per qualche lungo minuto, controllando i social network. Lui, il Sindaco. Il Custode Pro Tempore Dei Sogni Di Una Comunità. Il Cyberscout. Il Rottamatore. Il Candidato in pectore. CONTINUA A LEGGERE

Pubblicato da Blicero il 2.11.2011

Nelle elezioni presidenziali statunitensi del 1972, George McGovern per un attimo sembrava in grado di sconfiggere Nixon. Underdog che aveva vinto le primarie del Partito Democratico contro tutti i pronostici, uomo onesto al di sopra delle lotte di partito che parlava di diritti civili e di ritiro totale dal Vietnam, McGovern era una sorta di incarnazione del buon senso, totalmente contrapposto alla Paranoia Cronica nixoniana. Il ticket elettorale tuttavia deragliò rovinosamente a causa di alcune cartelle cliniche filtrate sulla stampa (e tenute nascoste fino ad allora) del vicepresidente designato Thomas Eagleton, che qualche anno prima aveva sofferto di gravi crisi depressive ed era stato sottoposto più volte ad elettroshock. Nixon venne rieletto con una vittoria schiacciante e il Watergate uccise il sogno americano. CONTINUA A LEGGERE

Pubblicato da Blicero il 27.10.2011

Scriveva Elias Canetti: “Nel giornale si trova tutto. Basta leggerlo con sufficiente odio”. Un aforisma che in Ungheria, negli ultimi mesi, è diventato programma di governo. Tanto da far approvare una tra le leggi sull’informazione più restrittive che si siano viste in Europa dai roghi a Berlino negli anni ’30 del secolo scorso o dal sistema integrato di censura/intercettazioni targato DDR. Lo scorso 20 dicembre il parlamento magiaro, del quale il partito di centrodestra Fidesz (Unione Civica Ungherese) del premier Viktor Orbán detiene i due terzi, ha approvato un provvedimento di 170 pagine che consente all’esecutivo un ampio controllo su tutti gli organi di informazione, a partire dalle televisione per arrivare addirittura ai blog stranieri accessibili da Internet. CONTINUA A LEGGERE

Pubblicato da Blicero il 26.10.2011

La carne di rifugiato politico libico sfrigolava e scoppiettava sullo spiedo, spargendo per tutto il giardino condominiale un delicato afrore di fucili do-it-yourself e ribellione soffocata nel sangue. L’Alpino osservò compiaciuto il Francese – un rivoltante ammasso di pinguedine e Schutzstaffel che ovviamente non sa una parola di francese – lisciare lascivamente la copertina di “Storia di un giacobino nordista”, opus magnum di un intellettuale eretico datata 1993. Lui lo chiamava “il mio Göring tascabile”, e si trattava dell’unico libro che fosse mai riuscito a finire senza dover massacrare la figlia. Il Sindaco, invece, li avrebbe raggiunti dopo, una volta conclusa la meritoria opera di bonifica ambientale contro kebabbari, troie ed edicolanti che osano esporre pornografia en plein air. CONTINUA A LEGGERE

Pubblicato da Blicero il 21.10.2011

Bloko Keratea – 05/01/2011

Sono nata come semplice bottiglia di birra. Mi stanno bevendo in gruppo, forse nella cucina di qualcuno a Keratea, una piccola città di 15mila abitanti a 40 km da Atene. O nel retro di qualche negozio. O all’interno della baracca a presidio del bloko, il blocco che spezza l’autostrada che parte dalla capitale e arriva all’estremità dell’Attica sudorientale. Seguo attentamente i loro discorsi, mentre mi passano di mano in mano. Durante la giornata c’erano state le solite battaglie tra il MAT (il reparto antisommossa delle forze speciali greche) e i cittadini. Ma questa notte tutto è diverso. CONTINUA A LEGGERE

Pubblicato da Blicero il 13.10.2011

“Papà, perché mi hanno colpito?”

Melina ha appena otto anni ed è in braccio al padre Elias Vrettakos, il vice presidente del sindacato Adedy. Sono di fronte al Parlamento greco. Un poliziotto anti-sommossa le ha appena sbattuto sul piccolo viso il suo scudo di plastica. È il 5 ottobre e lo sciopero generale proclamato dai due maggiori sindacati greci si è rapidamente trasformato in una serie di scontri nevrotici tra manifestanti sempre più sull’orlo della disperazione e agenti di polizia che ormai lanciano lacrimogeni e agitano i manganelli con la stessa meccanicità con cui un distributore di caramelle butta fuori i suoi prodotti. CONTINUA A LEGGERE

Pubblicato da Blicero il 8.10.2011