“Papà, perché mi hanno colpito?”

Melina ha appena otto anni ed è in braccio al padre Elias Vrettakos, il vice presidente del sindacato Adedy. Sono di fronte al Parlamento greco. Un poliziotto anti-sommossa le ha appena sbattuto sul piccolo viso il suo scudo di plastica. È il 5 ottobre e lo sciopero generale proclamato dai due maggiori sindacati greci si è rapidamente trasformato in una serie di scontri nevrotici tra manifestanti sempre più sull’orlo della disperazione e agenti di polizia che ormai lanciano lacrimogeni e agitano i manganelli con la stessa meccanicità con cui un distributore di caramelle butta fuori i suoi prodotti. CONTINUA A LEGGERE

Pubblicato da Blicero il 8.10.2011

Nella scala delle Cose Da Fare Nella Vita, sfrattare qualcuno da una casa non è mai stata un’attività da gradino più alto del podio. Ma gli sfratti israeliani sono davvero divertenti – per chi li fa. Nel migliore dei casi basta montare su una ruspa e passare sopra una baracca palestinese, tirandola giù come una costruzione di Lego fusi. CONTINUA A LEGGERE

Pubblicato da Blicero il 7.10.2011

La partita è Manchester City vs. Tottenham. Si gioca a Manchester, nei primi anni ’80. Ad un certo punto un coro si leva dagli spalti dei padroni di casa:

We’ll be running around Tottenham with our pricks
hanging out tonight,
We’ll be running around Tottenham with our pricks
hanging out tonight,
Singing I’ve got a foreskin, I’ve got a foreskin, I’ve
got a foreskin, and you ain’t
We’ve got foreskins, we’ve got foreskins, you ain’t

Invece di incassare passivamente il colpo, i tifosi ebrei del Tottenham rispondono alla provocazione abbassando i pantaloni all’unisono e sventolando orgogliosi i loro falli circoncisi. L’ingegnosa ironia zittisce i rivali del Man City. L’argomento: chiuso. CONTINUA A LEGGERE

Pubblicato da Blicero il 21.09.2011

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Arrivo tra cinque minuti”, aveva detto Vittorio al telefono dopo aver ordinato mezzo pollo e humus al suo solito ristorante, poi aveva chiamato il taxi e una volta fuori dalla palestra dove era solito recarsi aveva sentito pronunciare il suo nome da un volto che forse era familiare, e in quel preciso istante era stato preso di peso da braccia sconosciute, aveva sentito un oggetto duro e gelido colpirgli la testa, come un’esplosione che dall’alto si era conficcata nel cranio, e Vittorio era stato scaraventato dentro una macchina, crollando, e quando si era risvegliato una pesante serranda nera era precipitata davanti agli occhi. 

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Pubblicato da Blicero il 2.09.2011

La macchina percorre un tornante a destra, uno a sinistra, poi si arrampica tra paesi, frazioni, uliveti, vigneti, ristoranti e cantine, mentre ai lati della strada la vegetazione, irregolare e sinuosa, accompagna i suoi movimenti. Il motore sussurra e poi sbraita – prima, seconda, di nuovo prima, terza in un tratto semi-sterrato pianeggiante, per un attimo quarta…È il 20 agosto, e il monte Venda che sovrasta il paese di Valnogaredo e gli interi Colli Euganei (Padova, Veneto) sembra un gigantesco phon che spara ondate torride di aria che si appiccicano alla pelle come solo uno sciame di Scilipoti può fare con un sottosegretariato. CONTINUA A LEGGERE

Pubblicato da Blicero il 31.08.2011

Di Pedobear

Nel silenzio che solitamente circonda il genio, è uscito per i tipi di Altrainformazione (Euro 12), un autentico capolavoro della satira italiana del III millennio, che sarà anche iniziato da poco, ma che in letteratura sembra più promettente che in politica. Sto parlando dell’opera dei pornocrati di ScaricaBile: “The Holy Bile – Scritti e fumetti per masochisti dissidenti“. Si tratta di un’opera unica per diversi motivi – e non solo perché l’ho letta mentre violentavo ripetutamente le vostre sorelle e l’utero di vostra madre. CONTINUA A LEGGERE

Pubblicato da Blicero il 26.08.2011

Avete mai provato a interrare una ragazzina guatemalteca di 14 anni sotto l’autostrada radioattiva Garoe-Bosaso in Somalia, ossia il perfetto, meraviglioso risultato di un proficuo traffico internazionale di armi/scorie nucleari? No? Peccato. È stato il mio sogno per un paio d’anni.

L’esplosione della centrale di Fukushima mi ha notevolmente semplificato la vita. Per raggiungere il mio obiettivo è bastato farla avvicinare nei dintorni della centrale per qualche giorno. Ana Lucia mi seguiva – costretta dal mio guinzaglio nero, certo, ma senza opporre la minima resistenza – nell’orienteering post-catastrofe. Io ero ovviamente protetto da una tuta radioattiva di ultima generazione. Le visite erano organizzate da un fixer giapponese, che per pochi yen mi portava nelle zone in cui defluiva l’acqua di mare vanamente usata per il raffreddamento dei reattori. CONTINUA A LEGGERE

Pubblicato da Dott. Barbie il 25.08.2011

Vedere oggi sulle pagine di Libero il nome “Hunter S. Thompson” è stata un’esperienza elettrizzante, quasi quanto assistere all’abuso sessuale di una sosia di Barbara D’Urso (o forse era proprio lei?) da parte di un branco inferocito di cinghiali ricoperti di baveri della Lega Nord – solo che, almeno quella volta, ero riuscito a trafugare le riprese e venderle al mercato nero di Singapore. CONTINUA A LEGGERE

Pubblicato da Blicero il 18.08.2011