Avete presente quei personaggi che spuntano fuori per un’insondabile convergenza di circostanze e che sembra che siano sempre stati lì? Alfonso Luigi Marra fa sicuramente parte di questa ristretta schiera di eletti.

I suoi tonitruanti spot sono ormai entrati nella leggenda dell’internet, con quel miscuglio tra camp, antistrategismo, signoraggio e scarti di celluloide catapultati direttamente dai meandri più bui degli anni Ottanta. Per non parlare dei suoi libri, in cui viene tracciata una nuova “descrizione del modo di formazione del pensiero”, la comprensione dei fenomeni “sotto la spinta delle pulsioni fondamentali” e molto altro ancora.

Abbiamo rivolto qualche domanda all’Avvocato/Scrittore più controverso d’Italia. CONTINUA A LEGGERE

Pubblicato da Blicero il 3.03.2011

La sezione “Anti-Plagio/Copia/Giornalisti Che Sono Incatenati 12 Ore Al Giorno Davanti Al Computer Per Cercare Notizie Cool 2.0″ de La Privata Repubblica vuole pubblicamente ringraziare il “quotidiano online indipendenteLettera43.it per averci offerto uno spazio ben visibile sulla loro prestigiosa e indipendente Vetrina Online. E senza che noi chiedessimo nulla! CONTINUA A LEGGERE

Pubblicato da Blicero il 1.03.2011

[Aggiornamento]: Il gruppo Voina in una mail precisa che non ha nulla a che fare con l’azione:

Anzitutto, non si tratta di una vera e propria azione. È un flash mob piuttosto debole. In secondo luogo, non può essere accostato ad azioni di Voina quali “Cazzo catturato dal KGB” o “Rivoluzione di palazzo”. Facciamo arte massiccia e monumentale. Inoltre, è ovvio che il gruppo Voina non bacerebbe mai dei poliziotti. Preferiamo fotterli con un cazzo di 65 metri!

Grazie per le notizie a cazzo di cane e non verificate, Ansa.

Nuovo blitz del gruppo artistico russo “Voina” (Guerra), noto per le sue performance provocatorie, spesso a sfondo politico. Dopo il gigantesco fallo dipinto lo scorso giugno sul ponte levatoio antistante la sede dell’Fsb di San Pietroburgo, Voina ha seminato il panico tra le poliziotte in occasione dell’entrata in vigore oggi della nuova legge sulla polizia: le donne del gruppo hanno girato nella metro di Mosca a caccia di agenti donna da baciare, anche sulla bocca. Le poliziotte hanno avuto reazioni di segno diverso, dalla paura – nella convinzione si trattasse di una aggressione – alla ripugnanza, sino ad un impotente stupore. (Ansa)

Pubblicato da Blicero il 1.03.2011

C’è qualcosa di più sublime della caduta di un uomo? Probabilmente il crollo con annessa fuga di dittatori esotici e pazzoidi al potere da almeno trent’anni – e soprattutto la possibilità di vedere il fausto fatto in diretta, martellando ossessivamente F5 per gli ultimi tweet su #paesearabodicuinessunoglienefregavauncazzofinoadueorefa e oscuri gruppi Facebook 50% in inglese e 50% in arabo/farsi.

Ma una caduta comporta sempre lo svolgimento di diverse variabili, raramente catalogabili. Prendiamo Hosni Mubarak, ora trincerato da qualche parte a Sharm el-Sheik, intento a contare i suoi conti offshore e i lingotti interrati in qualche caveau di Vaduz mentre cerca di grattarsi via dalla faccia il cerone ectoplastimatico “Bela Lugosi feat. Nosferatu” (sfoggiato negli ultimi ridicoli messaggi alla nazione) e il botox fin du régime. CONTINUA A LEGGERE

Pubblicato da Blicero il 28.02.2011

Dopo l’Iraq e l’Afghanistan, quello che rimane dell’amministrazione Bush sta bombardando le librerie americane con i memoriali dei suoi ex membri – libri che tra qualche decennio saranno probabilmente visti dagli studiosi come la versione americana de “Le benevole” di Littell e dei ricordi di Léon Degrelle, scritti con lo stile di un bambino delle medie depresso & disgrafico. CONTINUA A LEGGERE

Pubblicato da Blicero il 27.02.2011

Voi lettori, che siete gente sveglia, sapete meglio di me che la giustificazione dell’invidia per ogni atto ostile mosso contro qualcuno che spicchi per qualche motivo sulla massa (perché è ricco, intelligente, affascinante, famoso; quello che volete) regge fino a un certo punto, o molto spesso non regge per nulla e si rivela per quel che è, ossia un ridicolo alibi. CONTINUA A LEGGERE

Pubblicato da Tamas il 25.02.2011

L’Antefatto Vagamente Ellroyano A Questa Storia (Che Sembre Direttamente Uscito Dal Primo Capitolo De “Il Sangue È Randagio”)

Raymond Davis, un corpulento 36enne americano dai capelli già spruzzati di bianco, è all’interno della sua Honda Civic in Pakistan, fermo ad un semaforo. È il 27 gennaio a Lahore, la seconda città pakistana per numero di abitanti. La strada in cui si trova Davis, Mozang Chowk, è trafficata. Molto trafficata. E dista circa sette chilometri dall’ambasciata americana. Una moto con due passeggeri a bordo (di cui uno con una pistola) gli va incontro e si ferma davanti alla macchina. Davis tira subito fuori la sua Glock calibro 9 e apre il fuoco. Cinque colpi passano attraverso il parabrezza e vanno a stendere Faheem Shamshad, un 26enne con precedenti di microcriminalità, che stramazza al suolo. Morto. CONTINUA A LEGGERE

Pubblicato da Blicero il 24.02.2011

Stavo lì, in questo squallido appartamento fradicio e torrido di Monrovia (Liberia), ad ammirare la mia nuova ragazza. L’ho conosciuta a Montreuil, nei sobborghi di Parigi, mentre stavo concludendo un affare che riguardava la vendita di due AK-47 croati, un XM25 trafugato in Afghanistan e alcune Glock 34. I suoi genitori non avevano tutti i soldi per pagarmi, e così l’ho presa come pegno. Lei non ha opposto resistenza, specie dopo aver visto la mano mozzata del padre cadere a terra ed aver udito quel tonfo sordo e organico, contornato dal fischio strozzato delle arterie squartate del polso. Sì, ha deciso di rimanere con me. La mia Mélodie, di anni 9 e mesi 5. CONTINUA A LEGGERE

Pubblicato da Dott. Barbie il 18.02.2011