L’immagine, tratta dalla Gazzetta del Mezzogiorno, parla da sola. Per il resto, mi piace immaginare la scena del giornalista/redattore che tra l’accidia e una temperata morbosità va a cercare su Facebook le foto delle tre vittime, le trova e le schiaffa su inDesign o Quark Xpress (più probabile il secondo), intimamente soddisfatto del suo fiato da segugio digitale duepuntozero. Purtroppo succede che una delle tre vittime, Cosimo Dassisti, abbia come avatar Johnny Depp in Paura e delirio a Las Vegas – un film noto in una ristretta cerchia di cinefili che possiamo definire “Popolazione Mondiale”. Raoul Duke, intanto, si fa una sniffata di etere e ride come se non ci fosse un domani.

Pubblicato da Blicero il 10.12.2011

Fox News – il canale americano neocon-ultraconservatore di Rupert Murdoch che negli ultimi anni  si è contraddistinto per una spiccata propensione alla cazzata – in un servizio del 7 dicembre ha mostrato dure scene di guerriglia urbana a Mosca, nell’ambito delle proteste post-elettorali. Piccolo particolare: non era Mosca, e nemmeno Russia. Le immagini dei lanci di molotov e delle cariche della polizia provenivano infatti dagli scontri di piazza ad Atene. Russia Today (canale all news in lingua inglese finanziato dal Cremlino) non poteva ovviamente esimersi dallo sbeffeggiare la televisione americana. Bentornati in un mondo in cui non è ancora caduto il muro di Berlino.

Pubblicato da Blicero il 9.12.2011

Silencio. C’è un Vecchio (il Papa), vestito di bianco Immacolazione, rinchiuso in uno stanzino – un angusto perimetro di un potere intangibile e lontano. La scrivania sembra uscita da una costola di Kounellis. Nell’angolo a destra le fiammelle di due candele tremano flebili, adattandosi all’atmosfera angosciante, desaturata ed eliopetriana. Un LCD cinese piazzato davanti al Vecchio sparge il suo lucore in Technicolor. Le immagini trasmesse sono dei semplici riempitivi; l’audio assomiglia al rumore bianco di un elettrodomestico clandestino, una riedizione post-moderna di Radio Europa Libera. L’Ostalgia aleggia ectoplasmatica nell’aria. CONTINUA A LEGGERE

Pubblicato da Blicero il 8.12.2011

(Ovvero: un omaggio a Vladimir Sorokin.)

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Pubblicato da Blicero il 6.12.2011

Dal vocabolario Frattini-Inglese:

ri|con|ci|lia|tion: riconciliazione; grossolano refuso che denota una non-conoscenza della lingua inglese; parere manicheo non richiesto su una questione molto complessa.

Sinonimi: Twitter (for iPad) è una cosa troppo seria per essere lasciato in mano agli ex Ministri degli Esteri.

Pubblicato da Blicero il 5.12.2011

Luiz Inácio da Silva, detto Lula, dichiara all’anagrafe 172 cm, anche se l’impressione, a giudicare da certe foto, è che sia anche qualche centimetro più basso; non che la cosa stupisca, in un figlio di proletari pernambucani cresciuto a poco cibo e molto lavoro. Il Brasile di inizio anni Ottanta è d’altronde un paese iniquo e dittatoriale, e nei paesi iniqui le cose funzionano così: i poveri sono piccoli e brutti, hanno pochi denti e a volte anche poche dita (ne manca uno anche a Lula; aveva diciannove anni quando lo ha lasciato sotto una pressa nell’operosa città di San Paolo). CONTINUA A LEGGERE

Pubblicato da Tamas il 5.12.2011

Negli USA gli organizzatori delle corse ippiche degli stati di Kentucky e New York hanno tolto dalle competizioni il cavallo Sweet Ducky, che appartiene al presidente della Cecenia Ramzan Kadyrov.

Come ha riferito Kavkazskij uzel, la commissione per la registrazione delle corse ippiche che si tengono nello stato del Kentucky (USA) ha comunicato la propria intenzione di riesaminare la licenza del capo della Cecenia Ramzan Kadyrov per prendere parte a queste competizioni. La decisione è stata presa dopo che la commissione ha ricevuto una lettera del Dipartimento di Stato degli USA in cui si parlava di violazioni dei diritti umani. CONTINUA A LEGGERE

Pubblicato da Blicero il 2.12.2011

(Una versione di questo articolo è stata pubblicata su Linkiesta.)

Grazie, Europa. È questo quello a cui devono aver pensato i tre esponenti del LAOS (Coalizione Popolare Ortodossa) Makis Voridis, fresco Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Adonis Georgiades, nominato viceministro allo Sviluppo, e Giorgos Karatzaferis, deputato e presidente del partito di destra radicale, mentre il 16 novembre l’esecutivo “tecnico” di Lucas Papademos otteneva la fiducia in parlamento con più di 250 voti su 300. CONTINUA A LEGGERE

Pubblicato da Blicero il 1.12.2011