(Immagine: Tonus.)

Certo, il gesto è stato un po’ estremo, il gesto di un folle. Ma non bisogna sottovalutarlo. Potrebbe (o lo è già) diventare espressione di un’Italia sofferente, di un’Italia in crisi, di un’Italia bisognosa di ritrovare i propri valori e radici. Quindi, perfavore, evitiamo di mettere di mezzo il razzismo quando ci sono delle patologie da TSO. Che poi, diciamocelo, il tizio ha fatto benissimo a suicidarsi: in tribunale gli avrebbero fatto passare una trafila da fare impallidire Torquemada. CONTINUA A LEGGERE

Pubblicato da Blicero il 14.12.2011

Poco dopo la mezzanotte di mercoledì 7 dicembre sul profilo Twitter di Dimitri Medvedev è apparso questo re-tweet:

È ormai assodato che se una persona scrive l’espressione “partito dei farabutti e ladri” sul suo blog è chiaramente una stupida pecora succhiacazzi :)

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Pubblicato da Blicero il 10.12.2011


L’immagine, tratta dalla Gazzetta del Mezzogiorno, parla da sola. Per il resto, mi piace immaginare la scena del giornalista/redattore che tra l’accidia e una temperata morbosità va a cercare su Facebook le foto delle tre vittime, le trova e le schiaffa su inDesign o Quark Xpress (più probabile il secondo), intimamente soddisfatto del suo fiato da segugio digitale duepuntozero. Purtroppo succede che una delle tre vittime, Cosimo Dassisti, abbia come avatar Johnny Depp in Paura e delirio a Las Vegas – un film noto in una ristretta cerchia di cinefili che possiamo definire “Popolazione Mondiale”. Raoul Duke, intanto, si fa una sniffata di etere e ride come se non ci fosse un domani.

Pubblicato da Blicero il 10.12.2011

Fox News – il canale americano neocon-ultraconservatore di Rupert Murdoch che negli ultimi anni  si è contraddistinto per una spiccata propensione alla cazzata – in un servizio del 7 dicembre ha mostrato dure scene di guerriglia urbana a Mosca, nell’ambito delle proteste post-elettorali. Piccolo particolare: non era Mosca, e nemmeno Russia. Le immagini dei lanci di molotov e delle cariche della polizia provenivano infatti dagli scontri di piazza ad Atene. Russia Today (canale all news in lingua inglese finanziato dal Cremlino) non poteva ovviamente esimersi dallo sbeffeggiare la televisione americana. Bentornati in un mondo in cui non è ancora caduto il muro di Berlino.

Pubblicato da Blicero il 9.12.2011

Silencio. C’è un Vecchio (il Papa), vestito di bianco Immacolazione, rinchiuso in uno stanzino – un angusto perimetro di un potere intangibile e lontano. La scrivania sembra uscita da una costola di Kounellis. Nell’angolo a destra le fiammelle di due candele tremano flebili, adattandosi all’atmosfera angosciante, desaturata ed eliopetriana. Un LCD cinese piazzato davanti al Vecchio sparge il suo lucore in Technicolor. Le immagini trasmesse sono dei semplici riempitivi; l’audio assomiglia al rumore bianco di un elettrodomestico clandestino, una riedizione post-moderna di Radio Europa Libera. L’Ostalgia aleggia ectoplasmatica nell’aria. CONTINUA A LEGGERE

Pubblicato da Blicero il 8.12.2011

(Ovvero: un omaggio a Vladimir Sorokin.)

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Pubblicato da Blicero il 6.12.2011

Dal vocabolario Frattini-Inglese:

ri|con|ci|lia|tion: riconciliazione; grossolano refuso che denota una non-conoscenza della lingua inglese; parere manicheo non richiesto su una questione molto complessa.

Sinonimi: Twitter (for iPad) è una cosa troppo seria per essere lasciato in mano agli ex Ministri degli Esteri.

Pubblicato da Blicero il 5.12.2011

Luiz Inácio da Silva, detto Lula, dichiara all’anagrafe 172 cm, anche se l’impressione, a giudicare da certe foto, è che sia anche qualche centimetro più basso; non che la cosa stupisca, in un figlio di proletari pernambucani cresciuto a poco cibo e molto lavoro. Il Brasile di inizio anni Ottanta è d’altronde un paese iniquo e dittatoriale, e nei paesi iniqui le cose funzionano così: i poveri sono piccoli e brutti, hanno pochi denti e a volte anche poche dita (ne manca uno anche a Lula; aveva diciannove anni quando lo ha lasciato sotto una pressa nell’operosa città di San Paolo). CONTINUA A LEGGERE

Pubblicato da Tamas il 5.12.2011