Periodicamente, l’IDF (l’esercito israeliano) sente l’ineludibile necessità di far prendere aria ai suoi Grandi Magazzini stipati di bombe e missili. Ma siccome l’Iran è (per ora) un bersaglio ancora troppo grosso da colpire, il campo d’allenamento preferito rimane il solito: la Striscia di Gaza. Da venerdì, infatti, gli airstrike israeliani hanno fatto 23 morti (5 solo oggi) e più di 100 feriti. Anche il corredo è familiare: scuole rase al suolo, edifici distrutti, radicalizzazione della politica sia israeliana che palestinese ed un moderato silenzio dei media internazionali, che incominciano a muoversi seriamente solo intorno al migliaio di morti. CONTINUA A LEGGERE

Non posso sopportare il brie. Ogni volta che lo vedo/sento/leggo in menù il mio sistema nervoso deraglia come un treno in Polonia o viene sabotato come se fosse l’aereo di Enrico Mattei, costringendomi a rantolare per terra in preda a convulsioni & terrore. Ed è tutta colpa di American Psycho di Bret Easton Ellis. CONTINUA A LEGGERE

Il venerdì pomeriggio del 9 marzo si è verificato, davanti alla sede milanese de “Il Giornale”, un classico momento what the fuck? Alcuni militanti di Forza Nuova, infatti, si sono trovati lì davanti per manifestare sia contro il Tav che, soprattutto, contro la premiata ditta Feltri & Sallusti – una coppia che negli ultimi tempi si è distinta “nella criminalizzazione delle proteste No Tav”. I camerati hanno dunque distribuito volantini informativi sull’opera ed esposto uno striscione nero su cui campeggiava una scritta a caratteri bianchi: “Il vostro progresso ha ucciso il cielo”. CONTINUA A LEGGERE

VENEZIA – I palazzi di corte Canal, a pochi passi dalla Stazione centrale, catturano il sole di febbraio e ne spengono repentinamente l’intensità. “Qui è dove è stato ucciso Claudio Costa” dice Monica Zornetta, giornalista e autrice di diversi saggi tra cui il recente “Ludwig. Storie di fuoco, sangue e follia”, indicando il civico 656. Era la notte del 12 dicembre 1979. La signora Gemma Lis Schiocchet sente delle grida provenienti dalla strada e si affaccia alla finestra. Claudio Costa – un giovane veneziano che, scrive Zornetta, “non disdegna di fumare hashish” – è ripetutamente sbattuto contro il muro da due giovani e crolla a terra. Gli aggressori tirano fuori dalle tasche delle giacche due coltelli e cominciano ad affondare le lame nel corpo di Costa, che muore sotto una pioggia di fendenti. CONTINUA A LEGGERE

(Foto tratta da Repubblica.it.)
Sono circa le ore 20 del 25 febbraio 2012 alla stazione Porta Nuova di Torino quando, stando ad un’agenzia, “un gruppo di 300 antagonisti che erano arrivati alla stazione di Torino dalla val di Susa dopo la manifestazione sono stati fermati da alcuni addetti del personale ferroviario che hanno chiesto loro il biglietto del treno, visto che erano diretti a Milano”. Siccome alcuni di questi “antagonisti” erano senza biglietto, la Polizia Ferroviaria (diretta da Spartaco Mortola, questore di Torino ed ex dirigente Digos al G8 di Genova) interviene per fermare il “lancio di pietre e petardi contro gli agenti”. Si parla poi di occupazione di binari, disagi alla circolazione ferroviaria, poliziotti feriti agli occhi e addirittura “bombe carta e pietre” tirate contro l’ambulanza venuta a soccorrere l’agente. Alle 21-21.30 torna la calma e i manifestanti No Tav, dopo essere stati opportunamente identificati, sono finalmente liberi di salire sul treno e andare via. CONTINUA A LEGGERE

Esiste un paese in cui Vladimir Putin è sicuro di non prendere il 100% alle prossime elezioni presidenziali. È Bisert’, 108 chilometri da Ekaterinburg, regione di Sverdlovsk, profonda Russia. Il borgo sembra la fotocopia della Char’kov di “Eddy-baby ti amo“, uno dei primi romanzi di Eduard Limonov: disoccupazione generalizzata, tossicodipendenza giovanile, alcolismo come unico rimedio per combattere il tedio glaciale dell’estrema periferia e funzionari pubblici corrotti e rapaci. La grande impresa Uralsel’maš, che produceva componenti aeronautici ed era il motore immobile attorno a cui ruotava la città, è fallita sei anni fa. Il complesso sportivo è stato smantellato per ricavarne legname. Le uniche fonti di reddito rimaste sono il piccolo commercio, la raccolta di funghi, la caccia e il bracconaggio. CONTINUA A LEGGERE

Riporto da L’Espresso del 17 febbraio 2012:
Potrebbe essere il giornalista di origine congolese Fidel Mbanga-Bauna il candidato sindaco di CasaPound per la corsa al Campidoglio del 2013. Fra il volto noto del Tgr Lazio e il movimento di estrema destra, che ha annunciato l’intenzione presentare sue liste, intercorrono da tempo reciproche simpatie e attestati di stima. Dopo gli omicidi di due senegalesi a Firenze, compiuti proprio da un simpatizzante di CasaPound, è arrivata così la decisione di puntare su Mbanga Bauna per le elezioni, anche per replicare alle accuse di razzismo. Scontate le critiche di parte dei militanti del Nord, più legati al mondo degli skinhead, i frequenti contatti degli ultimi giorni non hanno ancora portato all’assenso definitivo del giornalista.

Per un politico italiano, Facebook può rappresentare tre cose: un ottimo strumento con cui condividere i propri pensieri (specialmente su omosessualità e minoranze etniche) off the record; un qualcosa di più pericoloso dei gruppi terroristici degli anni ’70; un patibolo digitale, un magnete per il risentimento/disgusto provato dalla popolazione nei loro confronti.












