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Le Quote Mafia
Pubblicato il 8.04.2008 alle 9:09 pm / Prodotto ne La Privata Repubblica.

Diciamolo pure: questa campagna elettorale, scandita dai vari delitti per massaie isteriche (Erba, Garlasco, e via ammazzando), è di una noia mortale. Il buon Silvio, pur apprezzandone sempre la buona volontà, non è più quello di una volta; Uòlter, da par suo, crede di correre contro Hillary, ripetendo a spron battuto sipuòfare, sipuòfare , sipuòfare (cosa, Dio solo lo sa). Gli altri candidati premier, a parte l’Impavido Pierferdi, rimestano cenciosi accordi dietro le quinte della politica. Quasi quasi, vengono da rimpiangere le elezioni del 2001: Rutelli, con tutti i suoi difetti, era pur sempre un’ottima spalla comica.

Ma non guardiamo sempre al bicchiere mezzo vuoto. Le quote di pregiudicati si preannunciano in linea con le passate legislature: il porcellum farà pur schifo, ma almeno garantisce la democratica rappresentanza in Parlamento dei delinquenti. Non hanno forse diritti anche loro? Registrata con rammarico l’iniqua (e soprattutto forzata) dipartita di Cesare Previti, è da segnalare il generoso sforzo profuso dal PDL per rimpiazzare il preclaro corruttore: Ciarrapico, infatti, è un carico davvero pesante (in tutti i sensi); cinque condanne definitive, un paio di processi in corso, fascista mai pentito. Si può chiedere di più?

Tuttavia, se corruttori, corrotti, falsificatori di bilanci e ladroni di Stato trovano ampia rappresentanza nell’arco parlamentare, le organizzazioni criminali (stando ai dati ufficiali, perlomeno) sono sottorappresentate. E’ una palese ingiustizia: ‘o sistema, l’ndrangheta, la cosa nostra e le altre mafie sono da tempo le aziende più floride del paese. Fatturati da capogiro, liquidità abbondante, visione d’impresa globale, duttilità e know-how permettono a migliaia di giovani di non finire a raccattare paghette da fame in un call center. Ma non solo. Oltre ad esportare le attività classiche (stragi, omicidi, estorsioni, droga e così via), le suddette organizzazioni hanno incominciato a riversare nel mercato globale i risultati di anni di investimenti ambientali, con apprezzabili risultati.

I candidati d’onore

Il partito che più si sta battendo - e a cui va il nostro plauso - per l’introduzione delle “quote mafia” o “quote lupara” è, senza dubbio alcuno, l’UDC. Scontatissima e preannunciata la candidatura di vasa vasa Cuffaro, appena condannato a cinque anni per favoreggiamento a mafiosi (ma attenzione: non alla mafia; sono stati poi i mafiosi a favorire la mafia) e dunque pronto al grande salto in Senato. Molto interessante anche la candidatura, sempre al Senato, di Salvatore Cintola, che due anni fa si fece condurre dai picciotti la campagna elettorale ad Altofonte; già iscritto a Sicilia Libera, è l’uomo che Giovanni Brusca (quello, per intenderci, che sciolse il piccolo Di Matteo nell’acido e che innescò le bombe di Capaci che uccisero Giovanni Falcone, moglie e scorta) considerava un “amico personale”. Un pedigree francamente invidiabile.

Nelle liste del partito democristiano figurano anche Francesco Saverio Romano (sotto inchiesta per concorso esterno), il leggendario Calogero Mannino (imputato di concorso esterno) ed infine Giusy Savarino: il Tribunale di Agrigento che si è occupato del processo “Alta mafia”, giusto un mese fa, ha inviato gli atti alla Dna ipotizzando per lei l’accusa di concorso esterno. Stando a quello che il pentito Maurizio Di Gati ha riferito nel dibattimento in questione, inoltre, la candidatura della stessa alla Regione sarebbe stata la fonte del contrasto sorto tra Armando Savarino, padre di Giusy, e l’ex deputato regionale Vincenzo Lo Giudice: divergenza poi affidata al boss Calogero Di Caro, fattosi paciere per l’occasione.

Gradevole conferme arrivano dal “neonato” PDL che, portandosi dietro un notevole bagaglio di esperienza, non mancherà certamente di sorprendere. Vitale la candidatura di Marcello Dell’Utri che, oltre ad essere il fondatore di Forza Italia nonchè un pregiudicato per frode fiscale e false fatture, è condannato in secondo grado per tentata estorsione ed in primo grado per concorso esterno: quando i giudici scrissero che Dell’Utri aveva fornito un “concreto, volontario, consapevole, specifico e prezioso contributo al mantenimento, consolidamento e rafforzamento di Cosa nostra” di certo non si immaginavano di fare cosa gradita. Presente all’appello anche Pino Firrarello, condannato in primo grado per turbativa d’asta e sotto inchiesta per concorso esterno, dunque pronto ad essere ricandidato. Non poteva poi mancare Antonio D’Ali, accusato dall’ex prefetto di Trapani Fulvio Sodano di averlo trasferito per fare un favore a Cosa Nostra.

Ma non finisce qui. Gaspare Giudice (PDL), seppur fresco di assoluzione, è stato candidato ancora una volta. Breve riepilogo della sua vicenda: nel 1998, i magistrati di Palermo richiedono alla Camera l’autorizzazione all’arresto, ovviamente negata (nonostante il sorprendente parere favorevole all’arresto della giunta per le autorizzazioni). Nel 1999 inizia il relativo processo, che si conclude in primo grado nell’aprile dello scorso anno: “il fatto non sussiste” per i reati di partecipazione a Cosa Nostra, bancarotta e riciclaggio.

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#1
Stikkuz
Rilasciato il 11.04.08

Che dire…se la giustizia non funziona come dovrebbe cosa ci lamentiamo a fare se ci ritroviamo parlamentari o senatori di questo “calibro”!
Il fatto ancora più grave è che la maggioranza del paese (italia) non è a conoscenza di queste cose, oppure, anche se a conoscenza, non gliene può fregare di meno! quindi: menefreghismo o disinformazione? o tutte e due?

#2
Rilasciato il 11.04.08

Ormai è l’informazione che fa la disinformazione.

Segnalo comunque i calunniosi sviluppi in merito al giulivo De Gregorio: non è colpa sua se ad una cena si ritrova in mezzo ad un manipolo di ‘ndranghetisti. Questa è giustizia ad orologeria, perbacco!

#3
Rilasciato il 14.04.08

Mi permetto di integrare i nomi fatti, suggerendo di linkare qui, per conoscerli tutti.
http://www.beppegrillo.it/immagini/immagini/Se_li_conosci_li_eviti.pdf

#4
Rilasciato il 15.07.08

IL PITTORE GAETANO PORCASI RACCONTA CON LA SUA TAVOLOZZA LA STORIA DELLE PAGINE BUIE DELL’ITALIA.WWW.GAETANOPORCASI.IT

LINEE GUIDA: nessuna. A parte l'eventuale restrizione della libertà in caso di opinioni discordanti. Senza processo, ovviamente.
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