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	<title>Comments on: Il Mandarino È Marcio</title>
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	<description>Più a Destra della Sinistra</description>
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		<title>By: Ettore Ferrero</title>
		<link>http://www.laprivatarepubblica.com/le-nostre-inquisizioni/italian-tabloid/il-mandarino-e-marcio/comment-page-1/#comment-2378</link>
		<dc:creator>Ettore Ferrero</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 20 Dec 2009 00:20:45 +0000</pubDate>
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		<description>Eppure, lo Stato, ha avuto ancora bisogno di Lui: del Generale Carlo Alberto Dalla Chiesa. Perchè con Lui si parla di Generale dei Carabinieri, che predisposto nei luoghi a maggiore pericolosità - nel Nord Italia scoppia il bubbone del terrorismo - si ha a che fare con un Generale con attitudine e predisposizione all&#039;orientamento investigativo.
Comanda Regioni, carceri, Divisioni. Ma soprattutto è in grado, nel suo ruolo, di arginare sapientemente, e con la coscienza di validissimo Comandante, tutte le questioni di responsabilità che vengono affidategli.
Riscuotendo continui successi, che in concomitanza con l&#039;impegno e la volontà dei Suoi Carabinieri, e delle altre Forze dell&#039;Ordine, ha scardinato di volta in volta ogni velleitaria iniziativa brigatista. Dando un sostenuto e concreto appoggio alla salvaguardia della democrazia.
Anni particolarmente bui, dove l&#039;impeto e la determinazione del Generale Carlo Alberto Dalla Chiesa, in un&#039; miasma di depistaggi e continue rinunce,  ha permesso all&#039;opinione pubblica di rendersi consapevole, che la ricerca della verità svilita a cultura del sospetto, venisse condotta per mano ed emergesse, per quanto nella Sua possibilità, ad una realtà, che mettesse in risalto la pregnante disinvoltura con cui uno stato parallelo intesseva la sua ragnatela. A differenza di quanto sosteneva Hannah Arendt sulla - banalità del male - , o quanto i brigatisti erano sospinti dalla loro estrema ratio ideologica contro una visione dello Stato per la difesa della lotta di classe.
Quindi, successivamente, l&#039;interesse dello Stato di scegliere il Generale Carlo Alberto Dalla Chiesa per frenare l&#039;impeto della mafia in terra di Sicilia, che era predisposta ad attaccarlo frontalmente pur di dichiarare il suo potere in terra di mafia.In proposito vale ricordare che, il Colonnello Dalla Chiesa, dal&#039;66 al&#039;73, comandante della Legione di Palermo, informò la Commissione parlamentare Antimafia, dei rapporti, non propriamente leciti, che determinati esponenti della politica locale palermitana intessevano con esponenti di primo piano della mafia palermitana.
Alcuni dei quali presenti, durante la permanenza del neo Prefetto a Palermo.
Quindi, il compito essenziale , a cui doveva accingere il Generale Dalla Chiesa è il &quot;normale&quot; - per Lui - esercizio della sua funzione pubblica di Prefetto, ma nel contempo con interessi mirati a far fronte, anche, al contrasto della criminalità organizzata di stampo mafioso, nonchè ampliare la disamina della sua investigazione, anche ai rami che legano i profitti illegali della mafia con il mondo politico ed imprenditoriale: allargandosi in una visione globale d&#039;insieme, anche, nelle Regioni del Sud maggiormente impregnate del fenomeno mafioso ( Calabria e Campania). 
Quindi  il Prefetto Carlo Alberto Dalla Chiesa, Generale dei Carabinieri, se da una parte aveva l&#039;appoggio incondizionato del Governo Spadolini e del Ministro dell&#039;Interno Virginio Rognoni,nelle sue dichiarazioni esposte sui giornali, che impongono per un certo verso una svolta nella lotta alla mafia, per contro rendono febbrile l&#039;attacco della criminalità organizzata nei suoi confronti - eccidio del 3 Settembre 1982 - non spiegando, però, che cosa appariva agli occhi dei Corleonesi di Totò Riina e  Bernardo Provenzano - ad oggi acclarando le sentenze confermate in Cassazione -  la figura del Generale Dalla Chiesa in avamposto contro di loro.
E&#039; possibile sostenere, quindi, che chi volle la morte del Generale Carlo Alberto Dalla Chiesa, Prefetto di Palermo, aveva tutti gli interessi per cui determinati rapporti, o quantomeno verità scomode, venissero taciute...
Grazie...-</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Eppure, lo Stato, ha avuto ancora bisogno di Lui: del Generale Carlo Alberto Dalla Chiesa. Perchè con Lui si parla di Generale dei Carabinieri, che predisposto nei luoghi a maggiore pericolosità &#8211; nel Nord Italia scoppia il bubbone del terrorismo &#8211; si ha a che fare con un Generale con attitudine e predisposizione all&#8217;orientamento investigativo.<br />
Comanda Regioni, carceri, Divisioni. Ma soprattutto è in grado, nel suo ruolo, di arginare sapientemente, e con la coscienza di validissimo Comandante, tutte le questioni di responsabilità che vengono affidategli.<br />
Riscuotendo continui successi, che in concomitanza con l&#8217;impegno e la volontà dei Suoi Carabinieri, e delle altre Forze dell&#8217;Ordine, ha scardinato di volta in volta ogni velleitaria iniziativa brigatista. Dando un sostenuto e concreto appoggio alla salvaguardia della democrazia.<br />
Anni particolarmente bui, dove l&#8217;impeto e la determinazione del Generale Carlo Alberto Dalla Chiesa, in un&#8217; miasma di depistaggi e continue rinunce,  ha permesso all&#8217;opinione pubblica di rendersi consapevole, che la ricerca della verità svilita a cultura del sospetto, venisse condotta per mano ed emergesse, per quanto nella Sua possibilità, ad una realtà, che mettesse in risalto la pregnante disinvoltura con cui uno stato parallelo intesseva la sua ragnatela. A differenza di quanto sosteneva Hannah Arendt sulla &#8211; banalità del male &#8211; , o quanto i brigatisti erano sospinti dalla loro estrema ratio ideologica contro una visione dello Stato per la difesa della lotta di classe.<br />
Quindi, successivamente, l&#8217;interesse dello Stato di scegliere il Generale Carlo Alberto Dalla Chiesa per frenare l&#8217;impeto della mafia in terra di Sicilia, che era predisposta ad attaccarlo frontalmente pur di dichiarare il suo potere in terra di mafia.In proposito vale ricordare che, il Colonnello Dalla Chiesa, dal&#8217;66 al&#8217;73, comandante della Legione di Palermo, informò la Commissione parlamentare Antimafia, dei rapporti, non propriamente leciti, che determinati esponenti della politica locale palermitana intessevano con esponenti di primo piano della mafia palermitana.<br />
Alcuni dei quali presenti, durante la permanenza del neo Prefetto a Palermo.<br />
Quindi, il compito essenziale , a cui doveva accingere il Generale Dalla Chiesa è il &#8220;normale&#8221; &#8211; per Lui &#8211; esercizio della sua funzione pubblica di Prefetto, ma nel contempo con interessi mirati a far fronte, anche, al contrasto della criminalità organizzata di stampo mafioso, nonchè ampliare la disamina della sua investigazione, anche ai rami che legano i profitti illegali della mafia con il mondo politico ed imprenditoriale: allargandosi in una visione globale d&#8217;insieme, anche, nelle Regioni del Sud maggiormente impregnate del fenomeno mafioso ( Calabria e Campania).<br />
Quindi  il Prefetto Carlo Alberto Dalla Chiesa, Generale dei Carabinieri, se da una parte aveva l&#8217;appoggio incondizionato del Governo Spadolini e del Ministro dell&#8217;Interno Virginio Rognoni,nelle sue dichiarazioni esposte sui giornali, che impongono per un certo verso una svolta nella lotta alla mafia, per contro rendono febbrile l&#8217;attacco della criminalità organizzata nei suoi confronti &#8211; eccidio del 3 Settembre 1982 &#8211; non spiegando, però, che cosa appariva agli occhi dei Corleonesi di Totò Riina e  Bernardo Provenzano &#8211; ad oggi acclarando le sentenze confermate in Cassazione &#8211;  la figura del Generale Dalla Chiesa in avamposto contro di loro.<br />
E&#8217; possibile sostenere, quindi, che chi volle la morte del Generale Carlo Alberto Dalla Chiesa, Prefetto di Palermo, aveva tutti gli interessi per cui determinati rapporti, o quantomeno verità scomode, venissero taciute&#8230;<br />
Grazie&#8230;-</p>
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		<title>By: andrea poulain</title>
		<link>http://www.laprivatarepubblica.com/le-nostre-inquisizioni/italian-tabloid/il-mandarino-e-marcio/comment-page-1/#comment-678</link>
		<dc:creator>andrea poulain</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 12 Sep 2008 21:42:37 +0000</pubDate>
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		<description>Il problema per chi fà questi lavori è venire a conoscienza di fatti scomodi.
C&#039;è chi fiutando le possibili conseguenze finge di non intervenire ,e chi interviene per amore dello stato.si chiamano patrioti e dovremmo andare fieri di queste persone.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Il problema per chi fà questi lavori è venire a conoscienza di fatti scomodi.<br />
C&#8217;è chi fiutando le possibili conseguenze finge di non intervenire ,e chi interviene per amore dello stato.si chiamano patrioti e dovremmo andare fieri di queste persone.</p>
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