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	<title>Comments on: Infocrazia</title>
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	<description>Più a Destra della Sinistra</description>
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		<title>By: LPR</title>
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		<dc:creator>LPR</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 19 May 2008 14:47:26 +0000</pubDate>
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		<description>&quot;L’accumulo di informazioni è il vero dramma del diventare troppo adulti. Qualunque elemento, anche il più insignificante, esplode come un fuoco d’artificio progressivo, richiamando catene di cose simili e già viste. Tutto avviene in una unità di tempo talmente breve da non essere quantificabile, perché nel frattempo ho già dimenticato tutto. E perché il fiore pirotecnico, che è così bello quando si apre rapido e colorato nella mia mente, risulta sempre pasticciato e incomprensibile quando cerco di disegnarlo su un foglio, scintilla per scintilla.&quot;

Questa frase di &lt;a href=http://www.tommasolabranca.eu rel=&quot;nofollow&quot;&gt;Tommaso Labranca&lt;/a&gt; (semplicemente un genio) riesce a spiegare molto ma molto meglio cosa si intende per &quot;infocrazia&quot;.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;L’accumulo di informazioni è il vero dramma del diventare troppo adulti. Qualunque elemento, anche il più insignificante, esplode come un fuoco d’artificio progressivo, richiamando catene di cose simili e già viste. Tutto avviene in una unità di tempo talmente breve da non essere quantificabile, perché nel frattempo ho già dimenticato tutto. E perché il fiore pirotecnico, che è così bello quando si apre rapido e colorato nella mia mente, risulta sempre pasticciato e incomprensibile quando cerco di disegnarlo su un foglio, scintilla per scintilla.&#8221;</p>
<p>Questa frase di <a href=http://www.tommasolabranca.eu rel="nofollow">Tommaso Labranca</a> (semplicemente un genio) riesce a spiegare molto ma molto meglio cosa si intende per &#8220;infocrazia&#8221;.</p>
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		<title>By: Gad</title>
		<link>http://www.laprivatarepubblica.com/le-nostre-inquisizioni/il-giardino-dei-sentieri-che-si-biforcano/infocrazia/comment-page-1/#comment-141</link>
		<dc:creator>Gad</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 19 May 2008 12:01:14 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.laprivatarepubblica.com/?p=323#comment-141</guid>
		<description>Ecco qualche verso buttato giù tempo addietro, nella conflittualità fra una coscienza che sente ed una che solo subisce il mare magnum della &quot;notizia&quot;, insidioso oppio portatore di indifferenza in tutti quelli che invece costituiscono, perdonate l&#039;ampollosità, la spina dorsale morale del Paese. Non credo si corra il pericolo di ripiegarsi su di sé negando il mondo, il mondo non si snoda negli artifici dell&#039;agenda setting nè io desidero personalmente che si reagisca a questo &quot;dettando l&#039;agenda&quot;, brigatisticamente. In che trappola atroce siam caduti, amici, e chissà se basta, come non basta al Winston di Orwell, tenere un diario scritto, appropriarci della carta, e poi anche averlo, un sito o un blog, ma come &quot;in seconda battuta&quot;. E credo che la privata repubblica esista o debba esistere, privatamente appunto, nelle pagine inchiostrate di ciascuno di noi...

TESTATA GIORNALISTICA
Qualunque giorno screma la razza
e i molti membri apprendono l’accaduto
dalla cucina o in sala da pranzo,
al criterio del pasto di tutti contro tutti.
Si sostiene un ciclo di annunciatrici
alla gara in cui il ventre più rotondo
ha fatto il suo dovere, tocca all’attore
di turno evitare il cibo e diventarlo.
Certe case ospitano giovani ormai
ribelli, lontani da tavola alla pronuncia
di omicidio, rapina e stupro: 
che sperino di ottenere una parte, che si pieghino
ancora alle dinamiche del provino? Siete in errore.
I civili compiaciuti nel corpo dilagante,
le famiglie addormentate, lusingate dalle inerzie
tradotte suonano cifre di sepoltura, quei danni del semplice
portatore, interi settori sociali del sentito dire,
disarmati, spogliati e nudi.
Ritmi da racconto inesauribile, mai reagire.
I giovani sovvertiti, il loro odore di cinismo,
non c’è alternativa, forse la colpa per le tragedie
a cui si fa l’abitudine? L’assunzione a grande dramma,
la funzione da paradigma, la maternità malata,
un’isola al completo prosciugamento, le sevizie militari.
[Cogne, la Sicilia e Abu Ghraib]
Per grado di merito van fatte esistere nei cuori
o dimenticate, cos’è la razione di dolore in replica la sera?

Con affetto, Gabriele Nugara</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ecco qualche verso buttato giù tempo addietro, nella conflittualità fra una coscienza che sente ed una che solo subisce il mare magnum della &#8220;notizia&#8221;, insidioso oppio portatore di indifferenza in tutti quelli che invece costituiscono, perdonate l&#8217;ampollosità, la spina dorsale morale del Paese. Non credo si corra il pericolo di ripiegarsi su di sé negando il mondo, il mondo non si snoda negli artifici dell&#8217;agenda setting nè io desidero personalmente che si reagisca a questo &#8220;dettando l&#8217;agenda&#8221;, brigatisticamente. In che trappola atroce siam caduti, amici, e chissà se basta, come non basta al Winston di Orwell, tenere un diario scritto, appropriarci della carta, e poi anche averlo, un sito o un blog, ma come &#8220;in seconda battuta&#8221;. E credo che la privata repubblica esista o debba esistere, privatamente appunto, nelle pagine inchiostrate di ciascuno di noi&#8230;</p>
<p>TESTATA GIORNALISTICA<br />
Qualunque giorno screma la razza<br />
e i molti membri apprendono l’accaduto<br />
dalla cucina o in sala da pranzo,<br />
al criterio del pasto di tutti contro tutti.<br />
Si sostiene un ciclo di annunciatrici<br />
alla gara in cui il ventre più rotondo<br />
ha fatto il suo dovere, tocca all’attore<br />
di turno evitare il cibo e diventarlo.<br />
Certe case ospitano giovani ormai<br />
ribelli, lontani da tavola alla pronuncia<br />
di omicidio, rapina e stupro:<br />
che sperino di ottenere una parte, che si pieghino<br />
ancora alle dinamiche del provino? Siete in errore.<br />
I civili compiaciuti nel corpo dilagante,<br />
le famiglie addormentate, lusingate dalle inerzie<br />
tradotte suonano cifre di sepoltura, quei danni del semplice<br />
portatore, interi settori sociali del sentito dire,<br />
disarmati, spogliati e nudi.<br />
Ritmi da racconto inesauribile, mai reagire.<br />
I giovani sovvertiti, il loro odore di cinismo,<br />
non c’è alternativa, forse la colpa per le tragedie<br />
a cui si fa l’abitudine? L’assunzione a grande dramma,<br />
la funzione da paradigma, la maternità malata,<br />
un’isola al completo prosciugamento, le sevizie militari.<br />
[Cogne, la Sicilia e Abu Ghraib]<br />
Per grado di merito van fatte esistere nei cuori<br />
o dimenticate, cos’è la razione di dolore in replica la sera?</p>
<p>Con affetto, Gabriele Nugara</p>
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		<title>By: 1manifesto</title>
		<link>http://www.laprivatarepubblica.com/le-nostre-inquisizioni/il-giardino-dei-sentieri-che-si-biforcano/infocrazia/comment-page-1/#comment-140</link>
		<dc:creator>1manifesto</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 19 May 2008 10:16:16 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.laprivatarepubblica.com/?p=323#comment-140</guid>
		<description>Da lì la risalita, dall’abisso in cui ero sprofondato. Ora ho ristretto il mondo. Non mi curo del genocidio in Darfur. La Somalia può scoppiare, ed il Kosovo può anche essere nuclearizzato. Certo, seguo ancora la politica interna italiana, senza digerire alcunché di concettuale (ammesso che vi sia) a riguardo. Sporadicamente compro il New York Times, ma non lo leggo mai: lo sfoglio mentre sono in bagno, appollaiato sulla tazza. Che si sparino pure, gli americani.

Ho ripreso la mia vita, finalmente, e sono felice. Veramente felice, mi sento sano. Osservo piccole cose, inezie: le tapparelle di una scuola sospese a metà, una finestra socchiusa, il parco cittadino ammorbato dalle cartacce. Di certo non mi lascio più impalmare dalla geopolitica. O dalla finanza offshore, dai paradisi fiscali e dai falsi in bilancio.

Sono uscito, finalmente, dalla tossicodipendenza dell’informazione.

Complimenti ...stupendo ...semplicemente stupendo :-)

con stima da 1manifesto</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Da lì la risalita, dall’abisso in cui ero sprofondato. Ora ho ristretto il mondo. Non mi curo del genocidio in Darfur. La Somalia può scoppiare, ed il Kosovo può anche essere nuclearizzato. Certo, seguo ancora la politica interna italiana, senza digerire alcunché di concettuale (ammesso che vi sia) a riguardo. Sporadicamente compro il New York Times, ma non lo leggo mai: lo sfoglio mentre sono in bagno, appollaiato sulla tazza. Che si sparino pure, gli americani.</p>
<p>Ho ripreso la mia vita, finalmente, e sono felice. Veramente felice, mi sento sano. Osservo piccole cose, inezie: le tapparelle di una scuola sospese a metà, una finestra socchiusa, il parco cittadino ammorbato dalle cartacce. Di certo non mi lascio più impalmare dalla geopolitica. O dalla finanza offshore, dai paradisi fiscali e dai falsi in bilancio.</p>
<p>Sono uscito, finalmente, dalla tossicodipendenza dell’informazione.</p>
<p>Complimenti &#8230;stupendo &#8230;semplicemente stupendo :-)</p>
<p>con stima da 1manifesto</p>
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	<item>
		<title>By: SKA</title>
		<link>http://www.laprivatarepubblica.com/le-nostre-inquisizioni/il-giardino-dei-sentieri-che-si-biforcano/infocrazia/comment-page-1/#comment-137</link>
		<dc:creator>SKA</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 18 May 2008 19:11:26 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.laprivatarepubblica.com/?p=323#comment-137</guid>
		<description>Come già ebbi modo di pensare/dire ai tempi della pubblicazione su MC è esattamente la stupenda raffigurazione dello stereotipo - romanzato in via idealistica -  di &quot;noi&quot; insaziabili fruitori della società dell&#039;informazione. Le notizie sono ovunque, le opinioni ancora di più, non dare il giusto peso nel proprio cervello a qualcuna di esse sembra quasi un torto irreparabile. Ma puntualmente ci ritroviamo a sfogliare pagine di morti ammazzati quotidianamente, commenti politici, scandali e tracolli finanziari. Con la vana speranza che questo possa accrescerci in qualche modo, e spesso lo fa. Ma nel momento in cui stringi i denti così forte che le gengive iniziano a far male, ti accorgi che forse è il caso di spegnere tutto e dedicarsi a sè stessi ed a chi abbiamo accanto.
Almeno per un po&#039;, la notizia di quel che succede nell&#039;altra stanza forse è più importante.
Grazie e complimenti, di nuovo.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Come già ebbi modo di pensare/dire ai tempi della pubblicazione su MC è esattamente la stupenda raffigurazione dello stereotipo &#8211; romanzato in via idealistica &#8211;  di &#8220;noi&#8221; insaziabili fruitori della società dell&#8217;informazione. Le notizie sono ovunque, le opinioni ancora di più, non dare il giusto peso nel proprio cervello a qualcuna di esse sembra quasi un torto irreparabile. Ma puntualmente ci ritroviamo a sfogliare pagine di morti ammazzati quotidianamente, commenti politici, scandali e tracolli finanziari. Con la vana speranza che questo possa accrescerci in qualche modo, e spesso lo fa. Ma nel momento in cui stringi i denti così forte che le gengive iniziano a far male, ti accorgi che forse è il caso di spegnere tutto e dedicarsi a sè stessi ed a chi abbiamo accanto.<br />
Almeno per un po&#8217;, la notizia di quel che succede nell&#8217;altra stanza forse è più importante.<br />
Grazie e complimenti, di nuovo.</p>
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