Archivio / 2008

E' un errore considerare puramente politico quello che noi facciamo. Adolf Hitler Pechino 2008 ha vinto contro tutto e tutti, ha invaso l'Ossezia del Sud, ha contrattaccato in Georgia, ha fatto incendiare l'aereo a Madrid, ha lavato il cervello a migliaia di giornalisti in tutto il mondo e ha soddisfatto grandi e, soprattutto, piccini, incollati davanti all'unico canale RAI che trasmetteva integralmente le Olimpiadi, ovvero: nuoto, scherma, dressage, carneade-taekwondo, due incontri di pugilato e Bartoletti-Cucci (in veste di inediti tuttologi dello sport - e, si sa, ... Leggi tutto

Pubblicato da Blicero il 25.08.2008

Duisburg - San Luca. Il nesso? Nessuno. Un paesino in Calabria, una città in Germania. Due mondi diversi e lontani. Ma anche vicini. Grazie a sei pezzi di carne ormai inanimata, stesa dal piombo ‘ndranghetista. Settanta pallettoni vomitati sui corpi di sei giovani che non dovevano trovarsi “da Bruno”, das italianische restaurant. Faide, roba di mafia, dicono i teteschi. La solita strage, dicono gli italiani: legalità, legalità/lo stato si indigna/lo stato getta la spugna con gran dignità. L’unica differenza: l’eccidio è stato compiuto altrove, all’estero. E ... Leggi tutto

Pubblicato da Blicero il 15.08.2008

** Il processo sulla strage di via D’Amelio non apporta tutte le verità che ci si aspettava ((Le frasi riportate all'interno degli asterischi sono tratte dalla sentenza emessa dalla Corte d'Appello di Caltanissetta nell'ambito del procedimento denominato "Borsellino-bis")). ** Borsellino uomo di Stato, morto per lo Stato, legalità, lotta alla mafia, carcere duro, esempio, modello, ricordo, omaggio, coraggio, spirito di sacrificio, commozione, partecipazione, famiglia, brutale spirale mafiosa. Questi i lemmi, gli ipertesti dilanganti nell'infornografia odierna. 19 luglio 1992. 19 luglio 2008. La sbornia commemorativa raggiunge i ... Leggi tutto

Pubblicato da Blicero il 19.07.2008

Di Giorgio Nebuloni La prima volta che tentai di leggere "Sei pezzi da mille" venni rimbalzato all'indietro, come contro un muro di gomma. Scorsi una trentina di pagine senza capire assolutamente nulla dei fatti, dei personaggi, delle connessioni e dunque dei dialoghi. Restai basito, in bambola completa. L'atmosfera però l'afferrai, o forse fu lei ad afferrare me, fatto sta che non potei fare a meno di lanciarmi in un secondo coraggioso tentativo ripartendo da capo. La seconda volta che tentai di leggere S.p.d.m. ci restai spiaccicato ... Leggi tutto

Pubblicato da Blicero il 6.07.2008

"Le elezioni in Zimbabwe non sono state libere!" ha tuonato stamattina Ban Ki-Moon, una delle innumerevoli comparse che veniva picchiata selvaggiamente da Kato in The Green Hornet - erm, intendevo dire il segretario generale dell'ONU - in relazione al trionfo del candidato Mugabe, che come avversario aveva il candidato Mugabe. Il solare funzionario ONU ha poi auspicato una "soluzione politica" tra un dittatore che tiene in pugno il suo paese da 28 anni e che tra l'altro non si è mai posto alcun problema nell'usare la ... Leggi tutto

Pubblicato da Blicero il 30.06.2008

Gli presentano il progetto per lo snellimento della burocrazia. Ringrazia vivamente. Deplora l'assenza del modulo "H". Conclude che passerà il progetto, per un sollecito esame, all'ufficio competente, che sta creando. (Ennio Flaiano) Da qualche parte, nel ventesimo secolo, il mondo è diventato grigio, asfissiato dalle scartoffie di una burocrazia opprimente, inaccessibile, soverchiante; soffocato dai tubi, dai condotti e dai fili di una tecnologia impazzita, retrograda e controproducente; racchiuso in una metropoli cupa, infinita e fuori dal tempo. Il sistema è sull'orlo costante del collasso, sbriciolato dalla ... Leggi tutto

Pubblicato da Blicero il 25.06.2008

Racconto di nomero Ovvero, lo stupro della distopia. Prologo Notte. Un largo boulevard asettico e deserto e un gruppuscolo di giovani che vi si muove al centro, lento e vagamente disorientato. I vestiti sono tutti più o meno simili. Larghi pantaloni, magliette dai colori vivaci, occhiali grandi, che coprono interamente la parte superiore del viso. Kitsch. Tra le mani mazze, armi da taglio, coltelli da cucina, tubi di ferro. Dalle finestre si possono vedere luccicare le armi improprie alla luce dei lampioni arancio. Silenzio di morte. Altri giovani ... Leggi tutto

Pubblicato da Blicero il 21.06.2008

Il cappellino di Takeshi è veramente bello, sai, con quelle alette appiccicate ai lati. Già, sembrano d'argento. Però Takeshi è anche uno stupido, è così goffo in tutto quello che fa, cade continuamente dallo skate. Forse è per questo che si è buttato dal decimo piano? Takeshi si è sfracellato al suolo, all'ombra dell'enorme complesso popolare Tsutsumi, alla periferia di Tokyo. E' solo l'ultimo di una lunga serie di suicidi. Il venticinquesimo in tre anni appena. La polizia non può più stare a guardare, è costretta ... Leggi tutto

Pubblicato da Blicero il 20.06.2008